11 Maggio 2009

Caro prezzi, Codacons: persi 213 miliardi € in 7 anni

Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, annuncia l’avvio di una vera e propria crociata contro il caro prezzi in tempi di crisi. Sono «allarmanti» i dati elaborati dal Codacons e relativi al maggior esborso pagato dalle famiglie dall’introduzione dell’euro ad oggi: in 7 anni volatilizzati 213 miliardi di euro a causa delle speculazioni su prezzi e tariffe. I rincari piovuti a raffica su prezzi e tariffe, spiega il Codacons, le speculazioni post-euro e l’assenza di una seria politica economica a tutela del potere d’acquisto dei consumatori e per il contenimento dei listini, hanno determinato dal 2002 al 2008 un maggior esborso quantificabile in 9.100 euro a famiglia. A tale cifra si devono aggiungere 600 euro di maggiore spesa a famiglia prevista nel 2009, per un totale di 9.700 euro. «Ciò significa – spiega Tanasi – che considerato il totale delle famiglie, in Italia in 7 anni sono andati in fumo a causa dei rincari e delle speculazioni la bellezza di 213,4 miliardi di euro! Una cifra spaventosa che ha progressivamente distrutto il potere d’acquisto dei cittadini e che oggi si riflette sui consumi oramai al palo. Il rischio concreto per migliaia di famiglie – conclude Tanasi – è la bancarotta e l’ingresso nella fascia di povertà, se non si interverrà subito con interventi concreti ed efficaci quali riduzione generalizzata del 20% dei listini e rateizzazione delle tasse per i ceti medio/bassi». Secondo Tanasi, gli interventi da mettere subito in campo per consentire risparmi immediati e reali alle famiglie sono: rafforzare Mr Prezzi e creare un dipartimento ad hoc dedicato ai consumatori, che abbia la possibilità di elevare sanzioni contro le speculazioni e che studi misure concrete contro il caro-vita. Liberalizzare i saldi tutto l’anno. Triplo prezzo sui prodotti dell’ortofrutta (origine, ingrosso e dettaglio) così da limitare i ricarichi dal campo alla tavola. Rafforzare le autorità esistenti (Antitrust, Agcom, ecc.). Definire il «prezzo anomalò, ossia l’aumento che viene considerato fuorilegge e, come tale, perseguibile. Effettuare controlli a tappeto negli esercizi commerciali e verificare costantemente i ricarichi dei prezzi dall’origine al dettaglio. »Queste semplici misure – conclude Tanasi- avrebbero effetti immediati sull’economia nazionale, stimolando i consumi, innescando la concorrenza e determinando risparmi immediati per i consumatori, pari a 1.000 euro annui a famiglia».
 

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