Caro pedaggi, un’azione legale
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fonte:
- La Nuova Venezia
Conte (Codacons): "Scaricate da internet il facsimile" Il Codacons veneto non molla e ottenuto l’avvallo dell’associazione a livello nazionale, prosegue sulla strada della causa collettiva, la cosidetta "class action", contro gli aumenti dei pedaggi autostradali decisi dall’Anas e scattati dal 1º maggio scorso per finanziare i lavori del Passante. Sul sito www.intesabenecomune. it, annuncia il presidente dell’associazione dei consumatori, l’avvocato Franco Conte, si può scaricare il facsimile della lettera che i cittadini possono sottoscrivere per dare il via alla azione legale, dando mandato all’associazione Codacons di rappresentarli. Conte nell’annunciare l’iniziativa applaude anche al sindaco Cacciari che nella veste di azionista della società Autostrade Venezia Padova "ha votato contro l’aumento degli emolumenti agli amministratori della società che incrementano il pedaggio per un Passante che non è operativo". Secondo Conte, l’azione legale contro il rincaro dei pedaggi deve mirare "a restituire quanto viene di fatto concusso al casello", con una richiesta di danno esistenziale "provocato da un comportamento prepotente: non ci risulta infatti alcun contatto con le associazioni di categoria e dei consumatori". L’obiettivo è anche quello di "attivare l’attività giudiziaria per verificare se le modalità di messa in pagamento dell’aumento del pedaggio non realizzi gli estremi di reato o comportamento atto a risarcire il danno arrecato all’utente". Il Codacons che si sta organizzando per l’azione, in attesa della definitiva entrata in vigore entro luglio della normativa che istituisce la "class action", intende anche coinvolgere le associazioni degli autotrasportatori. Nel facsimile della lettera, reperibile via internet, i cittadini possono dare il loro mandato al Codacons per un’azione legale. In un passaggio della lettera si evidenzia come l’aumento dei pedaggi autostradali da parte di Venezia-Padova, Autovie Venete e società Autostrade per l’Italia "è avvenuto in totale dispregio di attenzione all’utente utilizzando la posizione di monopolio". I cittadini devono indicare il numero di viaggi in autostrada che effettuano ogni mese e sono invitati a trattenere a domicilio le ricevute dei pedaggi pagati, ovviamente come prova dei pagamenti che sono in molti dal 1º maggio a contestare.
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