30 Luglio 2010

Caro pedaggi, stop dal Tar del Lazio “Niente aumenti per autostrade e Gra”

Caro pedaggi, stop dal Tar del Lazio "Niente aumenti per autostrade e Gra"
 

 
ROMA – Stop all´aumento dei pedaggi autostradali scattato lo scorso primo luglio in 23 caselli del territorio nazionale. Lo ha deciso il Tar del Lazio nel pomeriggio di ieri, proprio nel giorno in cui il governo ha dato il via definitivo alla manovra economica. L´ordinanza accoglie il ricorso presentato dalla Provincia di Roma, in rappresentanza di 41 comuni, dal Codacons, dalla Provincia di Rieti e dai Comuni di Frascati, Fiumicino, Olevano Romano, Ladispoli e Bracciano. Gli effetti saranno immediati anche nel resto d´Italia, sospendendo di fatto l´effetto del decreto con cui il 25 giugno scorso venivano individuate le 23 stazioni interessate: tutte posizionate sui nodi in cui le autostrade si interconnettono con i raccordi gestiti direttamente dall´Anas (primo fra tutti il Grande raccordo anulare di Roma). Il Tar del Lazio ha, infatti, a differenza degli altri tribunali amministrativi, una doppia competenza: una regionale e una sugli atti dell´autorità centrale, in questo caso sui decreti del presidente del Consiglio dei ministri, e perciò anche sulla Finanziaria. Il governo, contro questa decisione, avrebbe già annunciato ricorso al Consiglio di Stato Nell´ordinanza di sospensione, i giudici amministrativi della prima sezione del Tar del Lazio presieduta da Linda Sandulli hanno spiegato che al pagamento deve corrispondere un servizio, perché il pedaggio non può essere una mera tassa. Insomma, l´aumento scattato all´inizio di luglio era di fatto una tassa ingiustificata, un «balzello» come l´ha definito il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti, destinato a «pesare soltanto sui meno abbienti». La manovra finanziaria ha previsto un gettito di 83 milioni di euro per gli aumenti del pedaggio nel solo 2010. Su un totale di 23 caselli autostradali, di cui 9 soltanto a Roma e provincia. Un mancato introito non indifferente, «se si pensa che il gettito previsto per il 2011 è di oltre 200 milioni di euro», come sottolinea Alessandro Miano di Assoconsumatori Italia. Zingaretti parla di «ingiustizia evitata», di «iniqua richiesta di rigore da parte di un governo che dilapida le risorse pubbliche (come con l´operazione Maddalena), mentre non combatte, per esempio, l´evasione fiscale che negli ultimi due anni ha subito una nuova impennata. Insomma: a pagare la festa sono sempre gli stessi: quelli che la festa non l´hanno mai fatta». E mentre in Provincia di Roma si brinda, il presidente dell´Anas Pietro Ciucci annuncia i nuovi "tutor" che al posto dei caselli preleveranno, entro il 2011, magari dal telefonino, il prezzo del pedaggio, «un progetto incredibile» spiega il deputato Pd Enrico Gasbarra, membro della commissione Trasporti della Camera, «per "spremere" ancora di più la capitale, per raggiungere la quale si dovrà pagare un pedaggio su ogni accesso al Gra». Come e perché l´Anas voglia attuare questa nuova forma di pedaggio non è ancora chiaro. Intanto arrivano le grida di giubilo da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio: «Il Tar ha mandato un segnale importante» dice il sindaco Gianni Alemanno. Mentre Renata Polverini, presidente della regione Lazio, parla di «decisione assolutamente giusta». Spiegando di non aver presentato ricorso perché in quel caso «il procedimento sarebbe stato più lungo, e quindi non avremmo avuto la sospensiva che abbiamo invece ottenuto».
 

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