Caro -libri? Un sito li regala
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fonte:
- Il Giornale dell'Umbria
(…) Una categoria che va dagli over 3 che accederanno alla scuola dell’ infanzia – quella che un po’ di riforme fa si chiamava “materna” – agli under 19 (al netto di eventuali bocciature) che si diplomeranno quest’ anno. E sono una miniera. Loro e le rispettive famiglie. Già, perché per almeno la metà di quella moltitudine, vale a dire per gli studenti dalle medie inferiori in su – circa 60mila nel cuore verde d’ Italiafrequentare la scuola è una spesa. Voce che se si inverte il punto di vista, diventa guadagno per altri. La cifra complessiva balla. Dipende da una serie di variabili: gli istituti che si frequentano, i prof che scelgono i libri. E anche dalle vanità degli studenti. Di zaini e altri strumenti di corredo scolastico ce ne sono di diversi prezzi e marche. Stime attendibili quantificano la somma complessiva da spendere intorno ai 500 euro tra libri, zaini, astucci, diari, compassi, cancelleria e quant’ altro. Il che significa che intorno agli studenti umbri si muove un giro d’ affari da 30 milioni (sì, trenta). Non proprio una bazzecola. Economia che gira, certo. Ma, sempre in omaggio alla diversità dei punti di vista, anche soldi da sborsare per famiglie che a volte sono in difficoltà. Anche perché a diversi delle decine di migliaia di nuclei umbri, capita di averne anche più d’ uno di figlio a scuola. E in quel caso i 500 euro lievitano a 1.000, o giù di lì. Che è poco meno dei circa 1.300 euro di media con cui vengono retribuiti mensilmente i lavoratori in Italia. Non è un caso se l’ investimento in formazione delle famiglie umbre è calato in questi anni fino ad arrivare al 4 per cento del Pil regionale, il dato più basso dal 1995. Ecco, insomma. Il caro -scuola è materia su cui ad ogni settembre si versano stancamente ettolitri d’ inchiostro. Ma ha le sue conseguenze reali. Il Codacons ha provato a metterci una pezza. Con un’ iniziativa che si serve in maniera intelligente della rete. Se si accede infatti alla pagina web www.codacons.net/librigratis, effettuando il login in pochi, semplici passi, si entra in un mercato virtuale. Che però non è un mercato. nel senso che lì ci sono le offerte di chi intende regalare (sì, regalare) libri di testo usati. O magari scambiarli. È sufficiente indicare il volume che si possiede e/o quello che si cerca indicandone titolo, autore ed edizione. Da lì in poi i singoli utenti, in maniera del tutto autonoma, gestiscono i loro “affari” spedendosi i volumi, consegnandoseli a mano o in qualsiasi altro modo. Una tattica “orizzontale”, intelligente e “tecnologica” insomma, per tentare di aggirare l’ ostacolo del caro -libri. Che non è solo una locuzione che mangia l’ inchiostro dei giornalisti. Ma un problema di molti.
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