“Caro libri, nei licei sforato il tetto di spesa”
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fonte:
- Il Piccolo
«Negli ultimi giorni di vacanza i genitori dei ragazzi che si apprestano a iniziare le scuole superiori, nel Lazio, dormiranno sonni tutt’ altro che tranquilli. Infatti, molte scuole hanno reso pubblico l’ elenco dei libri di testo per il prossimo anno scolastico e proprio per le classi prime – secondo un’ indagine a campione del Codacons sulle scuole di Roma e del Lazio – nel 65% dei casi non è rispettato il tetto spesa previsto dal ministero dell’ Istruzione dell’ Università e della Ricerca. Si prevede, infatti, che la spesa supererà addirittura i 400 euro a studente». Così il Codacons che, dopo il rilevamento in alcuni istituti romani, lancia l’ allarme sul caro libri. «Lo sforamento, che non prevede il costo degli eventuali dizionari necessari, è dovuto proprio alla riforma che, voluta dal ministro Gelmini, introduce nuove materie scolastiche fin dal primo anno, come l’ insegnamento della fisica nei licei scientifici – spiega il Codacons -. L’ associazione ricorda, che dopo aver introdotto la circolare che impedisce di cambiare libri, il ministero dell’ Istruzione aveva sostenuto che entro il 2012 le famiglie avrebbero speso il 30% in meno per l’ acquisto dei libri scolastici, una cifra che il Codacons denunciò subito come lunare. Questo risparmio sarebbe derivato, secondo le previsioni del Miur, anche dall’ adozione dei libri misti (in parte cartacei e in parte consultabili/scaricabili su internet) e dei libri misti multimediali (una parte cartacea, una online ed una su cd-rom). In realtà questi che dovrebbero aprire la strada agli e-book, non hanno affatto costi più bassi delle vecchie edizioni cartacee e così aumentando le materie, aumentano i libri ed inevitabilmente anche i costi per le famiglie». «Non si può continuare a mettere le mani sempre più a fondo nelle tasche dei genitori», ha dichiarato il Presidente Codacons, Carlo Rienzi. Che ha aggiunto: «O il tetto ministeriale è basso e allora avrebbero dovuto rivederlo prima che genitori e ragazzi scoprissero i reali costi da sostenere oppure sono le scuole che non rispettano le direttive ministeriali e allora ci aspettiamo che il ministro Gelmini intervenga e prenda provvedimento in merito». Sempre sul fronte della scuola il Codacons sta organizzando una class action a favore dei «professori a contratto» per fare ottenere loro il riconoscimento delle retribuzioni spettanti. Il 55 per cento dei docenti italiani è infatti costituito da professori a contratto che, pur avendo compiti emole lavorativa simile ai docenti interni, riceve un trattamento economico molto più basso. Inoltre, questi docenti sono privi di copertura previdenziale e assistenziale. Da qui la class action chiamando in causa le singole università e ilministero della Pubblica Istruzione.
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