14 Settembre 2014

Caro libri, ecco come si può risparmiare

Caro libri, ecco come si può risparmiare

A MANTOVA la spesa per un set di libri scolastici arriva a 763 euro per studente (il picco al linguistico Redentore). Per chi frequenta il classico Virgilio, come racconta La Gazzetta di Mantova , trecento euro servono solo per l’ acquisto dei vocabolari (italiano, latino e greco). L’ Istituto tecnico industriale Fermi mantiene la sua tradizione di gratuità: la scuola presta i libri a inizio stagione e l’ alunno s’ impegna a restituirli, ben conservati, al giugno successivo. Nonostante la legge Carrozza, i libri di scuola restano cari, inusitatamente cari, e pochi istituti prevedono agevolazioni, copie al posto del tomo originale. Ci sono tuttavia interessanti, e meritorie, eccezioni. Da segnalare è l’ iniziativa “Book in progress”, ottocento docenti in rete per realizzare veri e propri libri di scuola. L’ iniziativa è partita dal preside dell’ Itis Majorana di Brindisi e si è estesa a 103 istituti in tutta Italia (partecipa il liceo artistico Chierici di Reggio Emila, per esempio). I manuali per italiano e storia del biennio sono autoprodotti dagli insegnanti e costano 6 euro: si possono stampare e hanno la versione multimediale consultabile su tablet. Il risparmio per la famiglia viene calcolato in 300 euro. Per contrastare il caro-libri l’ Unione degli studenti sta organizzando mercatini dell’ usato scolastico in tutto il paese. L’ Udu ha messo in piedi una catalogazione online dei testi: chiunque dal proprio pc potrà vedere se nella propria città sono disponibili i libri che gli occorrono, potrà comprarli o vendere i propri all’ indirizzo merk8eigenlab.org . Sul sito dell’ Uds si trova l’ elenco dei mercatini dell’ usato città per città. Secondo un sondaggio di Skuola.net – un campione di seimila ragazzi tra 11 e 19 anni – due studenti su tre scelgono l’ usato. D’ altro canto l’ ex ministro dell’ Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha raccontato che i suoi classici provenivano dai fratelli e contenevano le note da loro scritte, utili peraltro. Un quarto degli intervistati ha raccontato di voler scegliere l’ ultima edizione per il timore di studiare su testi diversi dai propri compagni: è la pessima abitudine degli editori italiani – costretti dalla crisi a spingere su questi artifizi – di stampare ogni anno gli stessi libri aggiornati solo in poche pagine, spesso inutili, per tenere in piedi i fatturati. È sparito ogni vincolo pluriennale, e qui viene chiamato in causa il ministero dell’ Istruzione. Un’ altra indagine di “Libreriamo”, sito di cultura e conoscenza, parla di sette famiglie su dieci toccate dall’ aumento dei prezzi per i libri (sono il 41 per cento) e gli accessori (sono il 30 per cento). La “cancelleria pubblica”, d’ altronde, è diventata merce rarissima nelle scuole italiane . Diverse associazioni di consumatori segnalano un aumento medio dei prezzi dei volumi dell’ 1,5 per cento per famiglia (il 13,4 per cento rispetto al 2008) e di 800 euro necessari per la dotazione completa di un liceale. Si arriva oltre i 1.300 euro con il corredo annesso. Norme e tetti di spesa non vengono aggiornati dal ministero dal 2012, dicono all’ Associazione italiana editori. “I limiti non sono mai stati stabiliti per le classi di quarta e quinta superiore e diversi indirizzi nuovi, come il liceo delle scienze applicate, il liceo musicale coreutico, quello sportivo, non sono stati considerati”. Il Codacons ha annunciato denunce per chi sforerà i tetti.

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