3 Luglio 2002

Caro euro: i consumatori contro l?Istat



“Dati non credibili“, rilevazioni “fatte sulla Luna“, “incomprensibili differenze territoriali“.
L`offensiva dei consumatori italiani contro il “caro-euro“ si rivolge all`Istat alla quale e` stata indirizzata oggi una “diffida“ in base alla legge che disciplina i diritti di consumatori e utenti. Federconsumatori, Adusbef, Adoc e Codacons invitano l`Istat “a voler fornire adeguati riscontri e ad attivare ogni forma di intervento e adeguato controllo atta ad impedire il verificarsi di comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori“. Nel documento si rileva che l`attivita` di rielaborazione dei dati provenienti dai Comuni sull`andamento dei prezzi al consumo “evidenzia negli ultimi tempi forti ed incomprensibili differenze nell`ambito territoriale“ con analoghe rilevazioni di enti indipendenti e che queste differenze appaiono “del tutto incomprensibili e possono giustificarsi da criteri e rilevazioni, svolte dai Comuni in modo empirico e privo del necessario rigore scientifico“. I consumatori, intervenuti alla Camera per una audizione parlamentare, confermano lo `sciopero della spesa` di venerdi` e minacciano di ricorrere al boicottaggio dei prodotti che hanno maggiormente approfittato del passaggio all`euro per rincarare.
“Non crediamo ai dati dell`Istat sull`inflazione – spiega Trefiletti, presidente della Federconsumatori – i dati fornitici da Nielsen e Unioncamere confermano le lamentele dei cittadini che sono giunte numerose alle associazioni dei consumatori. L`inflazione e molto piu` alta del 2,2% indicato dall`istituto di statistica“. Le rilevazioni, per Elio Lannutti dell`Adusbef, “sembrano fatte sulla Luna, su una societa` statica, medioevale. Non escludiamo di ricorrere al boicottaggio“.
Per Lannutti il “caro-euro“ costera` alle famiglie italiane 750 euro all`anno.

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