31 Dicembre 2002

Caro cenone…

La tradizione sostiene il colpo di coda degli acquisti di fine anno ma i consumatori devono comunque fare i conti con scontrini più pesanti alleggeriti solo in questi ultimi giorni dalle offerte dei supermercati su alcuni prodotti tipici come panettone, pandoro, torrone, panforte, spumante lenticchie e, in alcuni casi, salmone affumicato. Chi invece non ha inteso rinunciare alla qualità ha dovuto fare i conti con cifre impegnative, a cominciare dal pesce. Gli scampi, ad esempio, non si trovano facilmente e le poche quantità che finiscono sui banconi delle pescherie della regione arrivano a costare dai 70 ai 90 euro al chilo, quasi 40 mila lire in più rispetto agli anni scorsi. Discorso simile per l?aragosta per la quale si può spendere fino 90 euro al chilo. Chi cerca il meglio può puntare anche sul salmone affumicato scozzese “quotato“ anche oltre i 40 euro al chilo. Tali prezzi non hanno tuttavia scoraggiato la spesa per il cenone e si stima che in questo periodo i consumi di pesce “nobile“ siano cresciuti del 25%.
La tendenza a spendere di più per i prodotti di qualità non risolve però il problema dei prezzi che con il nuovo anno si ripresenterà con tutte le incognite del caso. A cominciare dai probabili aumenti che seguiranno la ridefinizione dei listini di molte catene di negozi, un aspetto che ha spinto Confcommercio, Coop, Conad e Sidis a prendere tempo prima di prorogare l?impegno “prezzo contenuto“ sottoscritto l?8 novembre in Regione. Se ne riparlerà dopo il 20 gennaio, in occasione della prossima riunione della Consulta regionale utenza e consumo. Solo Confesercenti ha confermato che “Prezzo amico“ continuerà fino al 31 marzo 2003 nei circa mille esercizi dell?Umbria che hanno aderito. Ma sul fronte rincari e inflazione, le associazioni dei consumatori promettono battaglia. «Se sarà necessario – annuncia Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – riproporremo lo sciopero del consumo». Il fatto che si pensi a un ritorno a cartellino ed etichetta con il prezzo espresso anche il lire testimonia un disagio riconosciuto ai più alti livelli istituzionali. «La contrazione dei consumi registrata in Umbria – aggiunge Salvatore Lombardi, presidente Federconsumatori regionale – impone nuovi confronti per capire come affrontare il problema. Siamo preoccupati per i prezzi e per i consumatori. A fronte di un impegno trasversale per mantenere fermi i listini, anche certi prezzi del cenone si sono rivelati proibitivi». Una recente indagine di Faid-Confcommercio ha confermato che nonostante le riduzioni e le offerte vantaggiose registrate nei supermercati (in media dell?8,5%) ci sono generi alimentari come frutta e insalata i cui prezzi continuano ad essere controtendenza, con aumenti tra il 4 e l?8%.

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