Caro cassetta al mercato e al Caar «Tutta colpa del gelo nel Sud Italia»
i commercianti: nessuna speculazione, meno prodotti alzano i prezzi
AUMENTI in doppia cifra percentuale per molti prodotti ortofrutticoli all’ ingrosso e al dettaglio nel Riminese. Prezzi che restano alti nonostante la denuncia presentata dal Codacons in tutti i 104 capoluoghi di provincia italiani: «Una crescita abnorme dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli, che non appare in alcun modo giustificata dalle condizioni meteorologiche avverse degli ultimi giorni». Gli operatori negano. Ma in alcuni punti vendita a Rimini le zucchine hanno toccato quota 7 euro al chilo, ieri attestato a 4,50; l’ insalata viene venduta a 4,50 contro i due euro scarsi di prezzo standard. Non va meglio per spinaci (3 euro), bietoline nuove (4,50 rispetto a 2,50), finocchio (4 euro contro 2,50) e alla stragrande maggioranza di ortaggi e verdure. Un po’ meglio la frutta, ma la spesa soprattutto in questo periodo resta una piccola batosta quotidiana per le famiglie. Non va meglio del resto per i commercianti, che per gli acquisti all’ ingrosso al Caar, il Centro agroalimentare, da qualche settimana si trovano ad affrontare rincari che in alcuni casi sfiorano il 100 per cento. «Anche per noi commercianti i prezzi da affrontare sono alti, e ovviamente si riflettono poi sul consumatore finale – spiega uno degli addetti ai lavori al mercato coperto -. Ma non c’ è nessuna speculazione, i nostri margini restano ristretti». «PURTROPPO il maltempo ha colpito tutte le regioni del centrosud dove si producono ortaggi e verdure – attacca Massimo Saccomanni dal mercato coperto di via Castelfidardo – Marche, Abruzzi e giù fino al Sud, senza eccezioni. E con meno offerta, è una legge del mercato, sono saliti i prezzi, che erano rimasti ‘normali’ per l’ inverno fino a metà gennaio. Cresciuti molto i finocchio, le insalate, le bietoline nuove, gli spinaci, ma anche broccoli e cavolfiori. Le melanzane erano arrivate a 6 euro, ora sono tornate nella media di stagione, sui 3,5 al chilo». RESTANO stellari i prezzi di insalate, finocchi, bietole e cicoria nuova. Vola anche il pomodoro datterino prima scelta, 7 euro contro i 6 ordinari. «Broccoli ancora alti – fa eco Piero Caldaini – mentre cominciano a rientrare zucchine, bietole, peperoni olandesi, datterini siciliani. La gente guarda ai prezzi, ma alcune cose le prende lo stesso, tipo le zucchine, che comprano anche a 6 euro, o fagiolini e fragole». «Alcuni prezzi restanom alti – dice Stefano Stefani, banco al mercato coperto – come quelli di pomodorini vesuviani e vari tipi di insalate, e per i finocchi. Un po’ migliorata la situazione per le zucchine». «I nostri clienti, molti dei quali sono abituali e affezionati – sorride Carmela Corbelli – magari si lamentano, ma alla fine comprano lo stesso». «Qualcuno riduce la quantità – aggiunge Luca Corbelli – per risparmiare. Comunque il nostro ricarico sulla merce è minimo». «GLI AUMENTI ci sono, non sappiamo fino a quando – sorride Michela Bandini, del supermercato Conad di via Dario Campana -. Le zucchine prima del freddo venivano sui 2,40, adesso 4,90 al chilo. Certo che la gente sta più attenta, magari compra qualcosa di meno di quello cui è abituata». Qualche prezzo all’ ingrosso rilevato al Caar di Santa Giustina: insalata tra 3,1 e 3,5 euro al chilo; bietole 3,30 – 3,70; spinaci 2 – 2,40; melanzane 2,50 – 3,2 euro al chilogrammo. Mario Gradara.
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