21 Maggio 2020

Caro caffè, bufera su Codacons

marinoni (confcommercio): «per un buon prodotto pago anche 1,50 euro» dal centro alla periferia, la nostra prova sul campo per verificare i prezzi
FIRENZE Macché caro-tazzina. I baristi fiorentini non ci stanno e non solo rispediscono le accuse al mittente ma stanno addirittura valutando se procedere per vie legali. Dopo l’ allarme lanciato dal Codacons che rileva in città un aumento del costo dell’ espresso al bar del 21,5 per cento, con locali nei quali, sempre secondo l’ associazione, un caffè si può pagare 1,40 euro, i titolari degli esercizi pubblici insorgono. E, in attesa di capire se ci siano gli estremi per procedere contro il danno d’ immagine, scrivono una lettera aperta, firmata da Aldo Cursano, nel doppio ruolo di presidente di Confcommercio e portavoce delle Botteghe storiche di San Lorenzo, a nome di tutti i piccoli imprenditori della zona della stazione. «In un momento difficile come questo – lanciano l’ appello – abbiamo deciso di tenere aperte le nostre attività non per gli incassi che sono quasi nulli ma per dare un servizio alla città e con la consapevolezza che i nostri esercizi siano il motore di Firenze e un tassello importante per la ripartenza. Siamo eroi, non speculatori. E nessuno di noi, in questo periodo, ha aumentato i prezzi della tazzina di caffè nonostante stiamo incassando il 7, massimo 10 per cento, rispetto ai volumi precedenti l’ emergenza sanitaria. Stiamo lottando per restare in piedi e non chiudere e la diffusione di messaggi come questo non ci aiutano affatto. Questo non è il tempo delle polemiche ma del rimanere uniti, dalla stessa parte». Abbiamo fatto un giro da via Gioberti a piazza della Stazione e siamo entrati in dieci pubblici esercizi ma non abbiamo trovato nessun locale che vendesse la tazzina a un prezzo superiore a 1.20. Al Caffè Sant’ Ambrogio l’ espresso costa 1 euro come all’ Antico Forno Ghibellina. Alla Loggia degli Albizi in via Borgo degli Albizi 1.10 come alla Pasticceria Sieni di via dell’ Ariento, al Bar H9 di via dell’ Ariento, al Caffè Le Rose di piazza dell’ Unità, all’ Icy Wine di via Panzani e al Bar I Pappagallo di via Fra’ Giovanni Angelico, all’ angolo con via Piagentina. «Nessun aumento di prezzo – sottolinea Nereo del Bar I’ Pappagallo -, ci sembrerebbe ingiusto nei confronti dei nostri clienti che come noi vivono un periodo di grande difficoltà». Al Bar Bellini, all’ interno dello Storico Mercato Centrale, la tazzina si può trovare addirittura a 90 centesimi. «I nostri prezzi sono invariati nonostante le difficoltà ad andare avanti» non usa giri di parole Angelo Ortis del Bar H9. «Il caffè sarebbe più caro? Assolutamente no. Stiamo facendo di tutto per andare incontro ai nostri clienti, anche loro provati dalla crisi economica provocata dalle chiusure» aggiunge Andreina Mancini della Pasticceria Sieni. Il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni interviene così in merito alla questione tazzina: «Ognuno è libero di praticare le politiche dei prezzi che crede, ma io un buon caffè non mi scandalizzo di pagarlo 1,50 euro o anche più. E ognuno è libero di scegliere il prodotto in base alla sua qualità, al servizio, alla location, ai propri gusti». Rossella Conte © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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