16 Settembre 2021

Caro bollette, i Consumatori: “Ascoltate anche noi”

 

Sul caro bollette si aspetta l’azione del Governo. Mentre si attende un provvedimento sul questo tema caldissimo, ci sono le parole del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che su Radio anch’io questa mattina ha detto che va riscritto il metodo di calcolo delle bollette energetiche. Le associazioni dei Consumatori chiedono di essere ascoltate. Nel tempo sono tante le proposte che hanno presentato sul tema delle bollette e dei prezzi dell’energia.

Per quanto riguarda invece le energie alternative, Cingolani ha spiegato: «La cosa più importante è accelerare sull’installazione di rinnovabili, così ci sganciamo più rapidamente possibile dal costo del gas». Attraverso il decreto Semplificazioni il Governo stima di scendere da 1200 giorni di tempo in media per autorizzare un impianto a circa un quinto.

Caro bollette e sistema di calcolo

«Bisogna ragionare su come viene costruita e calcolata la bolletta. Ogni Paese ha la sua ricetta. Va un po’ riscritto il metodo di calcolo, lo stiamo facendo in queste ore, stiamo lavorando», ha detto Cingolani. Il Ministro ha anche detto che «c’è da mitigare l’aumento del trimestre, che c’è in tutto il mondo, e all’80% dipende dall’aumento del gas».

Sono parole che destano l’attenzione delle associazioni dei consumatori. Mobilitate non solo sul caro bollette (quello annunciato e quello che comunque c’è stato negli anni) ma anche sulle proposte che possono agire nella direzione di smorzare i rincari.

Sulla necessità di riscrivere il metodo di calcolo delle bollette dice ad esempio Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori: «Sentite anche le associazioni di consumatori che da decenni fanno proposte inascoltate e che rappresentano le famiglie che in questi anni hanno pagato quelle bollette astronomiche. Decidere, come nel precedente trimestre, di destinare i proventi delle aste di mercato dei permessi di emissione di CO2 all’abbassamento delle bollette, è doveroso, ma non basta. Vanno eliminati gli oneri di sistema oramai superati, come quelli per la messa in sicurezza del nucleare o le agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario. Vanno spostati sulla fiscalità generale gli altri, come gli incentivi alle fonti rinnovabili. Va ridotta l’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali come è attualmente».

Caro bollette e bilanci familiari

L’annuncio di bollette energetiche in forte aumento tiene banco da giorni. Da più punti di vista: sia per le ripercussioni stimate sui bilanci familiari sia per il richiamo ai costi della transizione ecologica – nella protesta delle associazioni ambientaliste che sottolineano come siano i ritardi della transizione a determinare il forte impatto dei prezzi del gas e della CO2 sui prezzi dell’energia.

In caso di un rincaro delle tariffe dell’energia del 40%, si parla di aumenti medi di circa 500 euro l’anno a famiglia, stima il Codacons. Senza contare le ripercussioni sull’intera filiera produttiva e sui listini. «Ma le conseguenze non si faranno sentire solo sulle famiglie, ma anche sull’industria e sulle imprese, attraverso un aggravio dei costi a loro carico che produrrà un “effetto domino” sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti e sulle tariffe dei servizi», dice il Codacons.

Adiconsum: coinvolgere le associazioni dei consumatori

«A oltre 20 anni dalla liberalizzazione del settore elettrico e a oltre 10 anni dalla liberalizzazione del mercato elettrico – dice Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale – il Paese si trova ancora una volta a rincorrere l’emergenza del caro-bollette, peraltro aggravata dalla transizione energetica in atto, e a far pagare ai cittadini-consumatori le conseguenze delle mancate scelte di politica energetica e dell’ancora non chiaro e trasparente processo di passaggio dal mercato tutelato al mercato libero che si traduce in bollette dai costi elevati, dovute ad una struttura tariffaria obsoleta, ma anche alla mancanza di garanzie di sistema delle società di vendita dell’energia».

Andare verso le rinnovabili, dice Adiconsum, significa revisionare la struttura tariffaria e dunque trasferire gli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale, escludere il calcolo dell’Iva da oneri e accise, applicare l’Iva agevolata al 10% sulle quote relative alla materia prima e alla commercializzazione di luce e gas. Senza contare la necessità di intervenire contro la povertà energetica.

Anche Adiconsum chiede di coinvolgere le associazioni dei consumatori.

«Ad avviso di Adiconsum, c’è bisogno di fare una scelta strategica di fondo che veda il coinvolgimento delle Associazioni consumatori in prima persona e non come parte finale di un ingranaggio con i cittadini-consumatori costretti solo a subire i vari rincari dall’alto. Ecco perché – conclude De Masi – da tempo abbiamo chiesto un incontro urgente ai Ministeri interessati con tutte le parti coinvolte al fine di pervenire a soluzioni strutturali che scongiurino il ripetersi di interventi emergenziali, che producono rincari di bollette ormai insostenibili, che ricadono sempre sui cittadini-consumatori e sulle loro famiglie».

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