27 Settembre 2021

Caro bollette, conviene davvero passare al mercato libero?

 

I maxi-aumenti in arrivo sulle bollette di luce e gas a partire dal prossimo 1° ottobre spingono molte famiglie a cercare soluzioni più convenienti sul mercato libero. Se davvero questo passaggio sia conveniente è controverso. Stando a quanto calcolano i diversi comparatori di offerte, oggi il mercato libero offre l’opportunità di sostanziosi tagli. Scegliere il mercato libero e abbandonare quello a maggior tutela, che ogni tre mesi vede un aggiornamento delle tariffe in base all’andamento contingente e quello dei prezzi delle materie prime, porterebbe quindi a spendere meno.
I dubbi arrivano dalle associazioni di consumatori. Consumerismo che ricorda quanto evidenziato a luglio dalla stessa Arera dice che nel suo monitoraggio rilevava «come le offerte dei gestori che operano nel mercato libero solo in pochi casi risultano più convenienti rispetto a quelle del mercato tutelato: il 4,72% delle offerte a disposizione per l’elettricità, il 9,82% per il gas». Inoltre, venerdì scorso durante la sua relazione annuale, l’Autority ha sottolineato che il cliente sceglie sul libero offerte meno vantaggiose della tutela anche se ne esistono di più convenienti. Queste scelte sono indotte dal marketing.

Le pratiche scorrette
Consumerismo poi sottolinea anche che la ricerca di Arera confermava ciò che i consumatori denunciano oramai da anni: «la sottoscrizione di contratti estorta ai consumatori attraverso l’inganno o il ricorso a pratiche aggressive e scorrette, al punto che, come afferma la stessa Arera, spesso il cliente non sceglie l’offerta economicamente più vantaggiosa, perché convinto a passare al mercato libero dalle pressioni o dalle false promesse di call center e venditori porta a porta».
Intanto si attende la fine definitiva del mercato tutelato fissata, già più volte rinviata, per il 2023. Sono ancora moltissime le famiglie che, secondo i dati di luglio dell’Autority, si trovano ancora fuori dal mercato libero che sarebbe stato scelto dal 57,2% dei clienti luce e dal 60% gas.
Intanto il governo la scorsa settimana ha deciso misure per 3miliardi per calmierare gli aumenti in arrivo con la riduzione dell’Iva al 5% da ottobre a dicembre e circa 2,5 miliardi per tagliare gli oneri di sistema. Per il Codacons, si tratta di misure del tutto insufficienti. L’associazione vede altri rincari in arrivo nel 2022 e chiede un pacchetto «che preveda l’abolizione del canone Rai dalla bolletta elettrica, la sterilizzazione dell’Iva su luce e gas per tutto il 2022, lo stop alla fine del mercato tutelato previsto per il 2023 e la ridefinizione dei criteri di calcolo delle tariffe energetiche introducendo meccanismi più equi e in grado di contrastare le speculazioni sui mercati all’ingrosso».

Come scegliere la nuova tariffa
Muoversi tra la scelta delle diverse tariffe e dei diversi operatori non è facile. Come prima cosa bisogna verificare i propri consumi medi di energia e le proprie abitudini quotidiane. Bisogna poi fare il confronto tra le tariffe applicate all’energia: al kWh per l’elettricità e al metrocubo (gas). Non basta però fermarsi a queste due voci. Bisogna anche cercare i costi relativi ai servizi di vendita e tutte le altre voci che saranno applicate in bolletta. C’è poi da capire se ci sono limiti ai consumi (ad esempio nel caso di tariffe scontate applicate solo fino ad una certa soglia di consumo) e se la tariffa è bioraria o trioraria. Molto importante è poi capire la durata dell’offerta e quindi quali saranno le tariffe applicate allo scadere della stessa. Qualche operatore poi fa lievitare i costi per l’addebito (bollettino, Rid, e così via). Infine è sempre bene controllare le clausole e le penali che scattano in caso di disdetta.

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