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16 Novembre 2019

Caro biglietti aerei, ora c’ è un ricorso

CATANIA Continua la lotta contro il caro biglietti aerei. A tal proposito è stata presentata alla Procura di Catania e Palermo da parte del Codacons un esposto riguardante il caso del rincaro dei biglietti aerei per la Sicilia. In particolare, secondo l’ associazione che tutela i consumatori, durante il periodo delle prossime festività a molti siciliani meno abbienti sarebbe impedito di lasciare o raggiungere l’ isola a causa del costo del biglietto che supererebbe i 500 euro a tratta, «considerato che il trasporto aereo è l’ unico mezzo di collegamento di cui può servirsi un siciliano in assenza di tutte le altre infrastrutture, a iniziare dall’ alta velocità ferroviaria». Il Codacons ha chiesto alla due Procure di valutare profili di responsabilità a carico dello Stato, dell’ Unione Europea, della Regione Siciliana, delle autorità competenti e di tutti coloro che dovessero essere individuati come responsabili di fattispecie «penalmente rilevanti – come afferma in una nota stampa Codacons- per la mancata calmierazione dei prezzi dei biglietti aerei da e per la Sicilia, quali sequestro di persona, l’ estorsione ed ogni altra fattispecie che si dovesse ravvisare». Per l’ associazione non si può «fare pagare un volo nazionale come fosse un volo intercontinentale perché questo significa privare i cittadini meno abbienti della libertà fisica e di locomozione, sia pure non in modo assoluto, e può configurare il delitto di sequestro di persona». A determinare la privazione di libertà quale elemento costitutivo del sequestro di persona «non occorre , secondo Codacons, sempre una coercizione fisica, ma può bastare una coazione semplicemente morale, dovuta a qualsiasi atteggiamento che, in relazione a particolari circostanze, sia suscettibile di togliere alla persona offesa la capacità di determinarsi secondo la propria autonoma e indipendente volontà». Infine il Codacons chiederà un incontro all’ Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile). c.s. Sotto osservazionele “impennate” dei costidurante le festività.

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