12 Agosto 2011

Caro benzina, la procura di Palermo apre un’ inchiesta

Caro benzina, la procura di Palermo apre un’ inchiesta
 

ROMA – Stavolta l’ accusa non è quella di operare il "solito" cartello, con accordi sui prezzi del carburante in barba alla concorrenza. L’ inchiesta, aperta ieri dalla Procura di Palermo, contro le compagnie petrolifere ipotizza il reato di "manovre speculative", in base all’ articolo 501 bis del codice penale. Compie manovre speculative "chiunque occulta, accaparra o incetta materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità, in modo atto a determinare la rarefazione o il rincaro sul mercato interno". Si tratta della prima inchiesta che nasce dai circa cento esposti presentati in questi giorni tutt’ Italia dal Codacons, l’ associazione dei consumatori, contro il caro-benzina. Il reato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa che nelle vecchie lire poteva arrivare fino a cinquanta milioni. Secondo i consumatori, compagnie e benzinai stanno approfittando dell’ esodo di ferragosto per alzare i prezzi alla pompa senza che gli andamenti del mercato del brent lo giustifichino. Anzi – continua l’ associazione dei consumatori – in base al crollo delle quotazioni del prezzo del petrolio e dei raffinati sui mercati internazionali, gli automobilisti avrebbero dovuto godere di un ribasso di almeno 10 centesimi di euro al litro. Il mancato calo comporterebbe nel solo week-end di ferragosto "una stangata aggiuntiva per gli italiani di 100 milioni di euro". Un allarme, quello dei consumatori, condiviso l’ altro giorno dal ministro dello Sviluppo Economico , Paolo Romani, che ha definito "inaccettabile" il ritardo delle compagnie nell’ adeguare i prezzi al ribasso. Ma l’ Unione Petrolifera non ci sta. Sul prezzo totale alla pompa – ricorda – la componente fiscale incide per il 55%. Il prezzo della materia prima del 36%, l’ operatore può agire solo sul restante 9%. Nell’ ultimo mese i prezzi sono aumentati di 8,3 centesimi al litro in media, di cui 2,7 centesimi per l’ aumento del costo industriale, gli altri 6 centesimi per l’ aumento dell’ accisa. "Così si è completamente annullato il taglio dei prezzi di oltre 5 centesimi al litro nel periodo 4 maggio-28 giugno". Anche in questi giorni – sostengono le compagnie – "ci sono state ripetute riduzioni dei prezzi interni, probabilmente non ancora percepite dai consumatori", oltre alle "numerose promozioni che consentono risparmi spesso superiori ai 10 centesimi di euro al litro". Nessuna preoccupazione, quindi, per l’ inchiesta della Procura di Palermo. Dice un portavoce dell’ Up: "La magistratura faccia le sue indagini, noi come sempre siamo tranquilli".

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