Caro benzina, indaga la Finanza
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA La Guardia di Finanza dai petrolieri. Accuse di speculazione (lanciate dal Codacons), assicurazioni di «assoluta correttezza» dalle compagnie. Ma intanto i finanzieri si sono mossi su disposizione della Procura della Repubblica di Varese, con inevitabile clamore mediatico, visti i listini roventi dei carburanti, con la benzina che in qualche colonnina sta doppiando la soglia dei 2 euro al litro facendo sborsare agli italiani circa 14 euro il più per un pieno rispetto all’ anno scorso. Si sa che al sovrapprezzo dovuto all’ inefficienza della rete di distribuzione si sommano ora le nuove tensioni internazionali sul greggio e sulle partite all’ ingrosso dei prodotti raffinati, a cui si sono aggiunte le esigenze di cassa del Governo che ha aumentato le accise a ripetizione raggranellando, complice l’ aumento del prezzo industriale (che gonfia l’ introito Iva), la bellezza di quasi 10 miliardi di maggiori entrate su base annua. Tutto questo nonostante un calo dei consumi complessivi dell’ 11% da inizio 2007 a fronte di una crescita del prezzo del 18% nell’ ultimo anno e di ben il 54% dal minimo di inizio 2009, come ha certificato proprio ieri il centro studi di Confindustria. «Estendere l’ indagine anche nei confronti dello Stato italiano, che grazie ai ricavi dei carburanti incassa 20 milioni di euro al mese per ogni centesimo di aumento alla pompa» chiede peraltro il Codacons. Ma davvero a giuocare sporco c’ è anche la speculazione dei petrolieri? La procura di Varese ha deciso di accendere un faro proprio sull’ onda dell’ esposto del Codacons, mobilitando i finanzieri per una serie di perquisizioni negli uffici delle principali compagnie petrolifere a Roma, Milano e Genova. Registri contabili sequestrati, obbligo di fornire documentazione aggiuntiva entro dieci giorni. Per ora nessun indagato ufficiale, come spiega il Colonnello Antonio Morelli, comandante della Guardia di Finanza di Varese: «Il reato ipotizzato è di manovre speculative di merce, anche se per ora il fascicolo è stato aperto a carico di ignoti». «La nostra attività è iniziata alla fine dello scorso anno – fa sapere Morelli – con la formazione di un dossier conoscitivo sulle modalità della formazione dei vari prezzi delle componenti della benzina, e dei relativi margini di guadagno. Ora confronteremo i margini lordi medi con quelli che sono stati applicati in questi periodi di forti aumenti per verificare se ci siano state situazioni speculative». Il tutto – sottolinea la Guarda di Finanza in una nota – con un procedimento «innovativo sotto il profilo dell’ inquadramento giuridico, poiché assimila le compagnie petrolifere a soggetti incaricati di un pubblico servizio in quanto l’ attività esercitata, rivolta a un pubblico indeterminato e caratterizzata da un prodotto di essenziale utilità per i cittadini e le imprese, è soggetta a norme di diritto pubblico ed a provvedimenti e interventi da parte dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato». Il nuovo lavoro di indagine potrebbe avere non poche facilitazioni dall’ acquisizione del copioso materiale raccolto nel corso degli anni proprio dall’ Autorità Antitrust, peraltro con la collaborazione della stessa Guardia di Finanza. Indagini ripetute, che hanno portato solo una volta – sottolineano all’ Unione petrolifera – ad una sanzione a carico dei petrolieri, nel 1999, poi annullata dal Consiglio di Stato. «Assolutamente tranquillo» di dice del resto il presidente dell’ associazione dei petrolieri, Pasquale De Vita. «Conoscendo le nostre aziende non ho nessuna preoccupazione», anche perché «un’ indagine di questo tipo «sarà fatta seriamente ed emergerà la verità», ovvero che gli aumenti dei carburanti sono legati «soprattutto in quest’ ultimo periodo all’ aumento delle accise». Le accuse del Codacons? «Palesemente infondate». Tant’ è che «le aziende si tuteleranno nelle sedi più opportune» affermano all’ Unione petrolifera. F.Re. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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