1 Maggio 2013

Caro benzina, inchiesta via da Varese

Caro benzina, inchiesta via da Varese

L’ udienza del Tribunale del Riesame varesino si è svolta lunedì mattina. E il responso è arrivato ieri, quando non erano passate neppure ventiquattr’ ore. Niente da fare: il Tribunale presieduto da Anna Giorgetti (a latere Rossella Ferrazzi e Andrea Crema ) ha rigettato un’ istanza del Codacons con la quale l’ associazione che tutela i consumatori si opponeva alla dichiarazione di incompetenza territoriale del gip di Varese in relazione all’ inchiesta sulle presunte speculazioni sui prezzi dei carburanti, e chiedeva quindi di disporre il sequestro dei contratti di acquisto di benzina e gasolio nelle sedi di sette compagnie petrolifere che operano in Italia. Il ricorso – si è saputo ieri – è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali: in parole povere, il Riesame avrebbe stabilito, prima di ogni altra considerazione, che il gip ha dichiarato la propria incompetenza territoriale (i presunti accordi per tenere alti i prezzi di benzina e gasolio sarebbero stati presi là dove le compagnie hanno sede, e cioè a Roma e a Milano, e certo non a Varese) e quindi non si è posto neppure il problema della necessità di operare sequestri di documenti in tempi rapidi, onde evitare quelle “lungaggini” che il Codacons teme nel momento in cui della questione si dovranno occupare le Procure di Roma e di Milano. E questo perché – scrive il Riesame nella sua ordinanza – «sia il Pubblico Ministero che il Giudice per le indagini preliminari non hanno assunto alcun provvedimento di merito in ordine all’ invocato sequestro probatorio anteponendo la questione della competenza per territorio con la conseguenza che non esiste, ad oggi, alcun provvedimento di sequestro o di rigetto del sequestro da sottoporre al vaglio del Giudice dell’ impugnazione». Il Codacons, dopo la decisione, è quindi molto duro: «In sostanza il Tribunale del Riesame “se ne lava le mani” – commenta l’ associazione – cosicché la questione passa ora alle Procure della Repubblica di Roma e Milano, competenti per territorio in quanto le sette compagnie petrolifere coinvolte nell’ inchiesta hanno sede legale nelle due città. Il Codacons andrà avanti nella sua battaglia contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti – aggiunge il presidente Carlo Rienzi – e cio costituiremo parte offesa dinanzi le procure di Roma e Milano, rinnovando la richiesta di sequestro urgente dei contratti di acquisto presso le compagnie petrolifere, così da fare luce sulla formazione dei listini alla pompa». Intanto l’ associazione ricorda agli automobilisti italiani che è possibile scaricare sul sito www.codacons.it il modello per partecipare all’ azione collettiva e costituirsi parte offesa chiedendo il risarcimento dei danni da speculazioni sui carburanti. Ma l’ indagine non è più nelle mani del pm varesino Massimo Politi e della Gdf, e i referenti diventano quindi le Procure di Roma e Milano. Paolo Grosso.

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