24 Agosto 2004

Caro benzina e corsa dei prezzi, vertice a Palazzo Chigi

Mediazione fra il Tesoro e Marzano. Il 6 settembre nuovo round con la grande distribuzione

Caro benzina e corsa dei prezzi, vertice a Palazzo Chigi
Con i rincari del greggio, intanto, lo Stato ha incassato Iva per oltre 600 milioni in più. I consumatori: in dodici mesi l?inflazione è cresciuta del 6,2% In cima alla classifica i servizi bancari (»15,8%) e i trasporti (»10,5%)

Sul caro petrolio e sui prezzi interverrà Palazzo Chigi. Che curerà la regia delle iniziative da adottare per limitare gli effetti della corsa delle quotazioni del greggio. Il primo passo sarà un incontro con i ministri interessati, Antonio Marzano (Attività produttive), Domenico Siniscalco (Economia) e Pietro Lunardi (Infrastrutture e Trasporti) ai quali si affiancheranno un gruppo di esperti del settore. La data non è stata ancora fissata ma la riunione dovrebbe svolgersi già nei prossimi giorni, comunque entro la settimana, secondo quanto è emerso dal colloquio che ieri Marzano ha avuto con Gianni Letta, sottosegretario della Presidenza del Consiglio. Obiettivo della riunione sarà innanzitutto di individuare una linea d?azione comune nel governo raccordando, fin dove è possibile, le varie posizioni emerse finora. Dalle sollecitazioni alla maggior concorrenza espresse da Siniscalco alla proposta di rimodulare le accise presentata da Marzano. Dopo le affermazioni del commissario europeo agli affari monetari ed economici, Joaquin Almunia che ieri a Bruxelles ha ricordato come l?Ecofin abbia deciso di concordare qualsiasi misura sulla tassazione del petrolio, è però difficile immaginare un intervento di calmierazione fiscale unilaterale dell?Italia. Non solo sull?Iva, che è un?imposta di competenza europea, ma anche sulle accise. Così è probabile che la riunione interministeriale sia utilizzata per mettere a punto una proposta italiana da presentare al prossimo Ecofin informale in programma per il 10-11 settembre.
«Il problema del caro petrolio è europeo, non solo italiano» sostiene Marzano che ha già pronto il suo pacchetto di suggerimenti. La rimodulazione delle accise innanzitutto, che salirebbero quando il prezzo del greggio diminuisce e scenderebbero nel caso contrario, col fine di stabilizzare il prezzo del carburante, benzina e gasolio, su valori medi. E poi la costituzione di un gruppo di studio per individuare misure strutturali per ridurre la dipendenza dell?Italia dal petrolio. E quindi l?invio a Bruxelles di una proposta completa e articolata. Secondo Marzano occorre individuare una soluzione che non penalizzi troppo le casse dello Stato ma che dall?altro lato non impoverisca le tasche degli italiani. A questo proposito proprio ieri una rilevazione di Eurostat ha segnalato la riduzione del potere di acquisto delle famiglie italiane che nel 2003 ha superato solo di poco la media dei 25 paesi dell?Europa. Lussemburghesi e norvegesi sono i più ricchi mentre gli italiani, fatta 100 la media europea, godevano di un potere di acquisto pari al 107, in diminuzione rispetto al valore di 115 del 1995.
Lo Stato, a conti fatti, si vede invece rimpolpare il gettito dai rincari del greggio: grazie all?Iva, (il 20% della somma fra il prezzo industriale e le accise), avrebbe incassato dall?inizio dell?anno fino a 600-700 milioni di euro in più. Considerato un prezzo di 1,171 euro al litro della benzina (ma una buona parte dei distributori chiede 1,179 euro con punte di 1,2 euro), solo 0,419 euro sono legati all?effettivo costo del carburante mentre il rimanente, pari a 0,754 euro, sono tasse. In particolare 0,559 euro di accise e 0,195 di Iva. Nell?agosto del 2003 con un prezzo della benzina a 1,030 e un costo industriale di 0,300 il litro (le accise erano sempre pari a 0,559 euro) l?Iva pesava per 0,171 euro.
«Senza il taglio delle accise gli italiani subiranno per luce gas, benzina e riscaldamento, una stangata da 500-600 euro» ribadiscono le associazioni dell?Intesaconsumatori mentre il presidente dell?Unione petrolifera Pasquale De Vita sostiene che le compagnie hanno accolto l?invito fatto dal governo la scorsa settimana di contenere i rialzi ritardando il trasferimento sul prezzo alla pompa dei rincari del greggio.
Ma il governo non si occuperà solo di petrolio. In programma c?è anche un incontro, sempre coordinato da Palazzo Chigi, con le parti sociali sul più generale aumento di prezzi e tariffe. Sempre secondo l?Intesaconsumatori l?inflazione reale è stata nell?ultimo anno del 6,2%, con un aggravio di spesa media di 1.612 euro a famiglia. Sono rincarati di più i servizi bancari (» 15,8%) e i trasporti (» 10,5%). In vista del vertice sui prezzi il ministro Marzano convocherà per il 6 settembre il secondo round del confronto con i rappresentanti della grande distribuzione. Sul tavolo c?è la richiesta del governo di congelare gli aumenti dei listini almeno fino alla fine dell?anno. In cambio potrebbero essere discusse la liberalizzazione di saldi e promozioni nonché interventi sul costo del lavoro e sui contratti.

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