Caro benzina, Capodanno col botto I gestori: «Tutta colpa delle imposte»
Caro benzina, Capodanno col botto I gestori: «Tutta colpa delle imposte»
Achille Perego MILANO UNA TREGUA per Natale e poi in vista di Capodanno i prezzi della benzina e del diesel potrebbero salire di un altro centesimo e mezzo al litro. Ma più che la previsione sull’ andamento del caro-pieno da qui a fine anno, l’ ultima rilevazione settimanale dell’ Osservatorio Figisc-Confcommercio sui prezzi dei carburanti, svela un’ amara verità. Ovvero che il maxi aumento dei prezzi di ?verde’ e diesel del 2011 è dovuto per tre quarti alle maggiori imposte e solo per un quarto ai rialzi delle quotazioni del petrolio. Nell’ ultima settimana, spiega Luca Squeri, presidente nazionale della Figisc, che associa i gestori di impianti aderenti a Confcommercio, la quotazione del greggio è aumentata di 2,6 centesimi al litro e di 1,3 cent il prezzo dei Platt’ s, i prodotti finiti. Molto meno rispetto alla mazzata arrivata il 7 dicembre con la manovra ?Salva Italia’ di Monti: 9,9 centesimi (Iva compresa) di rincaro della benzina e addirittura 13,6 per il gasolio. Che hanno fatto sì che anche questa settimana il prezzo della nostra benzina fosse il più alto d’ Europa mentre quello del diesel è secondo solo di un paio di centesimi al Regno Unito. Un anno fa, invece, ricorda Squeri, eravamo al decimo posto per la verde e al settimo per il gasolio. Ma in dodici mesi, tra accise per il Fondo spettacoli, per le alluvioni e l’ emergenza immigrazione e per ?salvare’ da ultimo l’ Italia, senza dimenticare il punto in più (dal 20 al 21%) di Iva, rispetto a un aumento del greggio di circa 8 cent al litro, la benzina costa 25 centesimi in più e il gasolio 36. SENZA il caro-tasse, i prezzi sarebbero rispettivamente più bassi di 19 e 22 centesimi al litro. E non ci costringerebbero, nonostante la tregua dei prezzi a Natale (con la benzina in modalità servito attorno a 1,71 euro al litro e il diesel a 1,692-1,70, secondo Quotidianoenergia.it) a dover spendere per spostarsi in questi giorni di feste, denuncia il Codacons, 39 euro in più se l’ auto è a benzina e 53,5 se è a gasolio rispetto all’ anno scorso. Se il peso del Fisco sui carburanti è arrivato a livelli record (60% sulla verde e 53% sul diesel) consentendo, secondo i calcoli dell’ Unione petrolifera, allo Stato di arrivare a incassare quest’ anno oltre 37 miliardi di euro, per i consumatori la colpa del caro-pieno è dovuta anche alla mancata liberalizzazione del mercato. Certo, un po’ di concorrenza c’ è e chi utilizza le pompe bianche (senza insegna) può arrivare a risparmiare 10 centesimi al litri e un po’ meno usando self-service e promozioni, però, secondo una recente inchiesta di Altroconsumo, esludendo le tasse, i prezzi dei nostri carburanti restano più alti del 10% rispetto agli altri Paesi europei in modalità ?servito’ e del 4% con il fai-da-te. Ma davvero liberalizzando di più, come sostiene anche l’ Adiconsum, si potrebbe arrivare a risparmiare 30 cent al litro? «È una bufala ? replica Squeri ?. Su 170 centesimi al litro, solo 15 riguardano stoccaggio, distribuzione, trasporto, marketing e margine del gestore (circa 4 cent). In Europa siamo a 12 centesimi, quindi il nostro gap, dovuto principalmente alla capillarità della rete e al maggior ricorso al servito rispetto al self-service, è di soli 3 centesimi». Quindi non serve una liberalizzazione del mercato? »Nei fatti c’ è già. Ognuno può aprire un impianto, ci sono le pompe bianche, i distributori della Gdo. Semmai l’ unica cosa asupicabile sarebbe un’ ampliamento dell’ attività del gestore, che non si limiti solo alla vendita dei carburanti».
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