24 Dicembre 2011

Caro benzina, Capodanno col botto I gestori: «Tutta colpa delle imposte»

Caro benzina, Capodanno col botto I gestori: «Tutta colpa delle imposte»


Achille Perego MILANO UNA TREGUA per Natale e poi in vista di Capodanno i prezzi della benzina e del diesel potrebbero salire di un altro centesimo e mezzo al litro. Ma più che la previsione sull’ andamento del caro-pieno da qui a fine anno, l’ ultima rilevazione settimanale dell’ Osservatorio Figisc-Confcommercio sui prezzi dei carburanti, svela un’ amara verità. Ovvero che il maxi aumento dei prezzi di ?verde’ e diesel del 2011 è dovuto per tre quarti alle maggiori imposte e solo per un quarto ai rialzi delle quotazioni del petrolio. Nell’ ultima settimana, spiega Luca Squeri, presidente nazionale della Figisc, che associa i gestori di impianti aderenti a Confcommercio, la quotazione del greggio è aumentata di 2,6 centesimi al litro e di 1,3 cent il prezzo dei Platt’ s, i prodotti finiti. Molto meno rispetto alla mazzata arrivata il 7 dicembre con la manovra ?Salva Italia’ di Monti: 9,9 centesimi (Iva compresa) di rincaro della benzina e addirittura 13,6 per il gasolio. Che hanno fatto sì che anche questa settimana il prezzo della nostra benzina fosse il più alto d’ Europa mentre quello del diesel è secondo solo di un paio di centesimi al Regno Unito. Un anno fa, invece, ricorda Squeri, eravamo al decimo posto per la verde e al settimo per il gasolio. Ma in dodici mesi, tra accise per il Fondo spettacoli, per le alluvioni e l’ emergenza immigrazione e per ?salvare’ da ultimo l’ Italia, senza dimenticare il punto in più (dal 20 al 21%) di Iva, rispetto a un aumento del greggio di circa 8 cent al litro, la benzina costa 25 centesimi in più e il gasolio 36. SENZA il caro-tasse, i prezzi sarebbero rispettivamente più bassi di 19 e 22 centesimi al litro. E non ci costringerebbero, nonostante la tregua dei prezzi a Natale (con la benzina in modalità servito attorno a 1,71 euro al litro e il diesel a 1,692-1,70, secondo Quotidianoenergia.it) a dover spendere per spostarsi in questi giorni di feste, denuncia il Codacons, 39 euro in più se l’ auto è a benzina e 53,5 se è a gasolio rispetto all’ anno scorso. Se il peso del Fisco sui carburanti è arrivato a livelli record (60% sulla verde e 53% sul diesel) consentendo, secondo i calcoli dell’ Unione petrolifera, allo Stato di arrivare a incassare quest’ anno oltre 37 miliardi di euro, per i consumatori la colpa del caro-pieno è dovuta anche alla mancata liberalizzazione del mercato. Certo, un po’ di concorrenza c’ è e chi utilizza le pompe bianche (senza insegna) può arrivare a risparmiare 10 centesimi al litri e un po’ meno usando self-service e promozioni, però, secondo una recente inchiesta di Altroconsumo, esludendo le tasse, i prezzi dei nostri carburanti restano più alti del 10% rispetto agli altri Paesi europei in modalità ?servito’ e del 4% con il fai-da-te. Ma davvero liberalizzando di più, come sostiene anche l’ Adiconsum, si potrebbe arrivare a risparmiare 30 cent al litro? «È una bufala ? replica Squeri ?. Su 170 centesimi al litro, solo 15 riguardano stoccaggio, distribuzione, trasporto, marketing e margine del gestore (circa 4 cent). In Europa siamo a 12 centesimi, quindi il nostro gap, dovuto principalmente alla capillarità della rete e al maggior ricorso al servito rispetto al self-service, è di soli 3 centesimi». Quindi non serve una liberalizzazione del mercato? »Nei fatti c’ è già. Ognuno può aprire un impianto, ci sono le pompe bianche, i distributori della Gdo. Semmai l’ unica cosa asupicabile sarebbe un’ ampliamento dell’ attività del gestore, che non si limiti solo alla vendita dei carburanti».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this