Caro benzina, Bersani delude i consumatori
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fonte:
- Il Tempo
Nel corso dell`incontro il ministro si limita a “sollecitare“ il senso di responsabilità dei petrolieri Il segretario dell`Adoc Pileri: “Ancora una volta sono emerse la forza delle lobbies petrolifere e la debolezza di questo governo“ SUL caro benzina il ministro Bersani delude le aspettative dei consumatori. Il responsabile dello Sviluppo economico, nel corso dell`incontro di ieri, si è limitato a richiamare le compagnie petrolifere al senso di responsabilità affinchè contribuiscano “alla battaglia per tenere bassa l`inflazione, rendere competitivo il sistema ed esprimersi in direzione dei consumatori“. Bersani ha sottolineato che “non stiamo parlando di bruscolini, perchè un centesimo corrisponde a 463 milioni all`anno“. Per questo il ministero si attiverà per confronti periodici una volta al mese sul sistema dei dati e sui parametri di riferimento. Inoltre, non ha escluso la possibilità che il governo decida di varare un decreto interministeriale per ridurre il peso degli aumenti del prezzo dei carburanti sui consumatori. Bersani ha comunque spiegato che “tra settembre e ottobre in un modo o nell`altro questa cosa si farà“. Nel corso della riunione, definita “non semplice“ dal ministro, è stato fatto il punto sul divario “strutturale“ dei prezzi italiani rispetto alla media europea. Il titolare dello Sviluppo Economico ha poi annunciato che saranno concepite “nuove azioni rivolte alla trasparenza ed al raffronto dei prezzi“. Su questo settore, ha spiegato, “dovremo chiedere il parere all`Antitrust perchè questi sono meccanismi che presuppongono uno scambio di informazioni“ sul quale potrebbe intervenire il Garante. Bersani ha poi ribadito che il dibattito sulle accise “è fuorviante: è lo zoccolo strutturale, che riguarda la distribuzione, e l`andamento carsico che qualche volta si verifica, il vero elemento di preoccupazione“. Per quanto riguarda proprio l`assetto strutturale, il ministro dà “appuntamento a settembre in Parlamento per la riforma del sistema distributivo“ su cui, ricorda, c`è un tavolo aperto con le Regioni. Tutto questo perchè “senza una distribuzione rinnovata e comportamenti concorrenziali da parte delle compagnie difficilmente vinceremo questa battaglia perchè il prezzo del petrolio va dove vuole“. L`esito dell`incontro ha suscitato “stupore“ e “delusione“ tra i rappresentanti degli utenti. Il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri, non condivide tra l`altro la scelta di rimandare a dopo l`estate l`intervento sulla “sterilizzaizone dell`Iva“, quando i flussi di traffico sono ormai finiti. “Ancora una volta è uscita la forza delle lobby – continua Pileri – e la debolezza di questo Governo, così come dei precedenti“. Secondo l`associazione, il controllo dei prezzi del carburante “è la base per la lotta all`inflazione e al caro prezzi, oltre che una fonte di spesa per le famiglie italiane“, pari a 200 euro in più di quelle europee. L`Adoc insiste anche “sul miglioramento del sistema dei benza-cartelloni“, come “stimolo a una effettiva concorrenza tra le compagnie petrolifere“. Per Primo Mastrantoni, segretario dell`Aduc, l`incontro “si è risolto in un flop“. Il ministro Bersani – si legge in una nota – “non fa quello che dovrebbe fare: rimodulare l`accisa in modo da tenere costante il prezzo del carburante alla pompa. Il motivo è evidente: per ogni aumento di un centesimo lo Stato incassa 20 milioni di euro“. Secondo la Confesercenti, “per ridurre realmente il prezzo della benzina bisogna che lo Stato ed i petrolieri taglino consistentemente i loro lauti guadagni, visto che insieme incassano il 97% del prezzo“, ha dichiarato il presidente Marco Venturi. “La nostra ricetta“, conclude Venturi “è quella che vede i benzinai protagonisti della ristrutturazione della rete, con la creazione di migliaia di distributori indipendenti. Attraverso un adeguato sostegno iniziale dello Stato e senza i costi del logo delle compagnie, il prezzo dei carburanti può essere consistentemente abbattuto“. Ieri mattina, infine, “un esposto è partito alla volta della Procura della Repubblica di Roma e dell`Antitrust con richiesta di indagare le ragioni degli strani aumenti della benzina e del gasolio in occasione degli esodi festivi degli italiani – fa sapere il Codacons – L`ipotesi di reato è aggiotaggio, mentre l`Antitrust dovrà verificare se vi siano stati accordi vietati o intese di fatto tra le compagnie per allineare al rialzo i prezzi“.
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