2 Agosto 2014

Caro acqua, Salerno Sistemi costretta a risarcire

Caro acqua, Salerno Sistemi costretta a risarcire

Sabino Russo Salerno Sistemi condannata dalla Corte d’ Appello a risarcire i proprietari di garage e di tutti i locali di pertinenza degli immobili per l’ aggravio di spesa non dovuto in bolletta relativo alla quota fissa. La partecipata del Comune che gestisce il servizio idrico, infatti, considerava queste utenze non domestiche, comparandole di conseguenza alle attività commerciali. Il costo del servizio per uso non domestico è soggetto a una tariffazione più elevata rispetto a quella per le abitazioni. Nella fatturazione di queste utenze veniva addebitato l’ ulteriore costo della quota fissa, consistente in una somma dovuta a prescindere dal consumo effettivo di acqua, mentre per le utenze domestiche il costo del servizio viene calcolato in base all’ effettivo consumo di acqua. «Il collegio della Corte d’ Appello ha ritenuto illegittimo il comportamento della Salerno Sistemi, come da noi denunciato, perché in contrasto non solo con le vigenti disposizioni di legge, ma anche con il regolamento della Siis, gestore unico dell’ Ato Sele, a cui aderisce la società, che col suo comportamento, discriminava gli utenti serviti dalla partecipata rispetto all’ utenza servita da altri gestori aderenti all’ ente d’ ambito ? dice Raffaella D’ Angelo, avvocato del Codacons ? Invitiamo quindi tutti i titolari di contratti di utenza della Salerno Sistemi, presenti nei box e garage, a rivolgersi al Codacons per avere la restituzione delle somme versate in eccedenza negli ultimi cinque anni». Salerno Sistemi, quindi, è stata condannata ovviamente non solo alla cessazione del comportamento contestato, ma anche a darne notizia all’ utenza mediante pubblicazione sulla stampa locale, con una penale di mille euro al giorno nel caso che superi i tre mesi dalla sentenza, oltre che alla restituzione delle somme non dovute. Il braccio di ferro sulla tariffazione dei box pertinenziali prende il via 8 anni fa, quando il Codacons chiamò in causa la partecipata, che riuscì a spuntarla in primo grado nell’ interpretazione della normativa. «Ancora non abbiamo avuto modo di studiare bene la sentenza, ma è chiaro che la rispetteremo ? ha risposto Antonio Ferraro, presidente di Salerno Energia, la holding di cui fa parte Salerno Sistemi ? Ne abbiamo avuto appena notizia ed è ancora presto per dire cosa accadrà. Nei prossimi giorni valuteremo se sarà il caso o meno di appellarla». La polemica sulla quota fissa per i box si va a inserire in una più ampia discussione che tiene banco da settimane sulle varie voci di spesa che fanno lievitare il peso della bolletta dell’ acqua. A finire sul banco degli imputati, nei giorni scorsi, era stato il deposito cauzionale, introdotto per limitare i danni della morosità. Ad andare su tutte le furie, in quella occasione, erano stati gli esercenti, sulla quale incide di più l’ aggravio. Il deposito, va ricordato, è stato stabilito con una delibera dell’ authority di regolazione e controllo dei servizi idrici, basato sulla media dei consumi del trimestre. Doveva già andare in vigore dal 1 gennaio, ma è stato rimandato a giugno. Vale sia per le abitazioni che per i negozi e i garage. L’ importo si aggira sui 90 euro, diviso in tre tranche: la prima del 50 per cento, le successive del 25 per cento. Ancora prima era stata la volta del conguaglio delle somme non versate, che aveva comportato un aumento del 13,4 per cento alla voce parte idrica, oltre ai vari canoni di spesa (depurazione, fognature, manutenzione). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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