27 Ottobre 2015

Carni “lavorate” nel mirino dell’ Oms

Carni “lavorate” nel mirino dell’ Oms
concorda l’ oncologo umberto veronesi federalimentare dissente

Una salsiccia o una lattina di carne in scatola sono come un pacchetto di sigarette o un tetto ricoperto di amianto. Il paragone può sembrare eccessivo ma tutte queste sostanze condividono la stessa classe di cancerogenicità dell’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la più pericolosa: la conferma è arrivata con la decisione dell’ Agenzia per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell’ Oms di inserire le «processed meat», ovvero le carni lavorate, nel gruppo numero 1, riservando invece alle carni rosse una più benevola definizione di «probabilmente cancerogene». La notizia ha subito suscitato un coro di commenti: l’ oncologo Umberto Veronesi rileva che tale studio non coglie di sorpresa; il Codacons ha presentato una istanza urgente al Ministero della Salute e un esposto al pm di Torino Raffaele Guariniello. Invece secondo il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia «l’ Organizzazione mondiale della sanità parla di quantità e qualità che non sono quelle che caratterizzano le car ni italiane».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox