Carne, latte e pasta, stangata in arrivo Per i trevigiani rincari da 10 milioni
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
Andrea De Polo A dicembre i trevigiani spenderanno dieci milioni di euro in più dell’anno scorso, pur acquistando le stesse cose. Il caro alimenti, già visibile nell’ultimo anno a chiunque sia entrato in un supermercato, subirà un’accelerazione nel prossimo mese, a causa dei continui aumenti delle materie prime, compresi mais, grano, soia, foraggio. Pane e pasta costeranno,a Natale, il 10% in più rispetto a oggi, pandori e panettoni non faranno eccezione. Pesce, carne, salumi, frutta e verdura aumenteranno, secondo Coldiretti, almeno del 2,5%. Il tutto in un contesto di rincari generalizzati su qualsiasi tipologia di merce. Se a dicembre 2020 i trevigiani avevano acquistato beni alimentari per 192 milioni di euro (dato Confartigianato), quest’anno gli stessi beni costeranno 202 milioni, con un rincaro del 5%. PREZZI RADDOPPIATI IN UN ANNO «È in atto da qualche mese un aumento degli alimenti per gli animali da carne e da latte: foraggio, soia, mais, costano il 30% in più, e di conseguenza anche alimentare gli animali costa di più» spiega Giorgio Polegato, presidente provinciale di Coldiretti. «Difficile quantificare quanto saranno gli aumenti, lo deciderà la grande distribuzione. Nessuno risponde al momento, tutti tergiversano e non vogliono essere i primi ad aumentare. Ma gli aumenti ci saranno. Credo che alla fine avremo un 10% in più, in linea di massima, sui prodotti alimentari. Una parte dovrà assorbirla il produttore, una parte il trasformatore. I prodotti più esposti? La pasta, la carne, il vino, il pane, perché le farine sono aumentate parecchio, come tutto ciò che deriva dai campi. Erano anni che non vedevamo una situazione così grave e così pesante da gestire, anzi, diciamo che una cosa del genere non l’abbiamo mai vista,i prezzi sono raddoppiati in un anno». IL BRACCIO DI FERRO «Finora i prezzi di latte e carne non hanno avuto un aumento così sensibile» osserva Polegato, «alla fine viene penalizzato il primo anello della filiera,il produttore, che cerca di tenere bloccati i prezzi. A gennaio però il rincaro ci sarà, pensiamo alla pasta fatta con il grano, che ha aumenti del 30-40%. C’è un braccio di ferro con la grande distribuzione, ma l’aumento sarà inevitabile.I nostri allevatori vivono un momento di grande difficoltà, hanno costi maggiorati per gestire la stalla ma i loro prodotti non vengono pagati in proporzione». FORNAI E PASTIFICI «La stangata d’autunno dei prezzi colpisce il settore alimentare» evidenzia Franco Conte, presidente di Codacons Veneto. «L’aumento di gasolio e benzina,e di Gpl e metano oltre il 120% in un anno, non poteva che ripercuotersi sui prezzi degli alimentari. Prediamo il pane e la pasta: gli elementi che ne determinano il prezzo sono la farina, l’energia per il trasporto e la produzione, la manodopera. Di fronte ad aumenti di materie prime strategiche ci si rende conto dell’allarme: pasticcieri (zucchero più 32%), fornai e pastifici (grano più 35%). Non meno drammatico la situazione degli allevamenti: mais più 35% e soia più 15%. Di fronte a questa situazione tragica per gli imprenditori e per i consumatori, colpisce l’inerzia totale delle amministrazioni. Stiamo cercando con il lanternino iniziative, fatti, non comparsate televisive, che indichino un percorso efficace che aiuti le imprese e tuteli i consumatori». LE PROPOSTE Codacons ha bussato più volte alle porte della Regione: «La nostra proposta di sollecitare controlli efficaci sulla catena degli aumenti è caduta nel vuoto» continua Conte. «La proposta di favorire consorzi per gli acquisti che consentano di mitigare gli incrementi giace pure senza risposta. Il Veneto, grazie alla sua rete di micro e medie imprese, ha dato risposte flessibili, efficaci, capaci di cogliere l’opportunità di una ripresa da “dopoguerra”, ma la classe dirigente politica ci pare lontana e distratta rispetto a queste emergenze. Registriamo positivamente che associazioni di categoria come Confindustria, Coldiretti, Confartigianato e Cma si stanno mobilitando»
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