21 Febbraio 2013

Carne cavallo: ancora controlli Nas nei supermercati

Carne cavallo: ancora controlli Nas nei supermercati

– Obiettivo 250 campioni su tutto il territorio italiano, da Nord a Sud. Sono ancora in corso e continueranno nei prossimi giorni i controlli da parte dei carabinieri dei Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) per verificare l’ eventuale presenza fraudolenta di carne di cavallo in prodotti alimentari etichettati come a base di manzo, commercializzati in Italia. La vicenda, che riguarda primi piatti semi pronti o surgelati, dalle lasagne ai ravioli e tortellini, ad oggi configurerebbe una truffa, e non una questione di sicurezza alimentare. Tuttavia, per comprendere se esiste un problema per la salute sarà ora necessario aspettare i risultati dei test. Ci vorrà almeno una settimana, si apprende ancora dai Nas, che hanno partecipato ad un tavolo al Ministero della Salute per scrivere il piano di azione legato a questa vicenda. Ai laboratori sarebbe stato anche sollecitato di concludere i test in tempi brevi senza interrompere le analisi per la pausa del fine settimana, in modo da dare risposte certe il prima possibile. Solo le analisi del Dna potranno dire eventualmente in quale percentuale è presente la carne equina e altri test potranno verificare se si tratta di animali ai quali sono stati somministrati farmaci, come quelli dopanti. Sulla querelle scatenata dall’ ingrediente clandestino, la carne equina, “non è stato allertato alcun sistema di allarme rapido, non trattandosi di allarme sanitario”, ha precisato la Commissione europea oggi in una conferenza stampa. In questa fase, è stato spiegato, le autorità nazionali identificano i casi e c’ é uno scambio di informazioni. Finora, precisa da Parma un portavoce dell’ Efsa, l’ Authority europea per la sicurezza alimentare, “i casi di contaminazione nella filiera alimentare di prodotti a base di manzo con carne di cavallo hanno fatto emergere problematiche di etichettatura e di tracciabilità. Noi non siamo stati coinvolti – ha sottolineato – perché non siamo di fronte a una questione di sicurezza alimentare; siamo a conoscenza della vicenda, siamo in contatto con i colleghi degli Stati Membri che si occupano di gestione del rischio, e siamo sempre pronti a fornire consulenza scientifica, se ciò verrà chiesto da uno dei 27 Paesi Membri. Al momento però – ha detto il portavoce Efsa – non abbiamo ricevuto alcuna richiesta”. L’ allarme su scala europea, e l’ annunciato ritiro dagli scaffali italiani di ravioli e tortellini di manzo Buitoni da parte di Nestlé non sembra tuttavia scoraggiare gli acquisti nei canali di distribuzione moderna. Da un monitoraggio sulle vendite di paste ripiene e primi surgelati nelle principali catene della Gdo (distribuzione organizzata) non c’ é flessione della domanda. Il Codacons sta studiando le possibili azioni risarcitorie in favore dei consumatori italiani coinvolti. Secondo un’ indagine Coldiretti/Swg, le frodi a tavola sono le più temute da 6 italiani su 10. Lo scandalo, conclude la Cia, potrebbe “essere l’ occasione per rafforzare la tracciabilità di tutti i cibi in Europa”

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