28 Maggio 2009

CARLO RIENZI (Codacons) Fortemente limitata la libertà di circolazione dei cittadini

 Che non sarebbe stato un mercoledì normale per Roma si sapeva da tempo. D’altronde, se qualcuno aveva dubbi, se li è tolti già dalla mattinata, quando la Capitale, soprattutto nel centro storico, si è letteralmente colorata di rosso e di blaugrana, per la finale di Champions League. E la notte ha avuto i colori della società catalana, i cui sostenitori hanno festeggiato fino all’alba, con tanto di tuffi nella Fontana di Trevi. I romani, come sempre, si sono adeguati. Aiutando la poderosa macchina organizzativa allestita a resistere all’onda d’urto di oltre cinquantamila tifosi (con le immancabili mele marce) arrivati da Manchester e Barcellona. Il lavoro è stato coordinato: dalla Prefettura, che ha messo in campo un titanico servizio d’ordine – circa diecimila uomini in tutta la "zona rossa" chiusa al traffico, compresi vigili urbani, steward e volontari della protezione civile – al Campidoglio, che ha organizzato servizi straordinari per questo evento. «Sono un po’ teso, non emozionato – ha detto, prima dell’inizio della partita, il sindaco Gianni Alemanno – Io stasera gioco un’altra partita, quella dell’ordine pubblico».Ha funzionato il piano trasporti, con le navette che hanno accompagnato all’Olimpico i tifosi inglesi (da Villa Borghese) e catalani (dalla stazione Cipro della metropolitana) e il potenziamento di bus, tram, linee notturne e metro (aperta fino alle 2 di notte). Ha retto la "zona rossa", con la chiusura al traffico fin dal primo pomeriggio di una vasta area nei dintorni dello stadio. Il traffico è stato pesante su tutte le arterie circostanti la zona rossa, in particolare sulla Tangenziale, sul Muro Torto e sul lungotevere. Ma tanti romani si erano organizzati per evitare le aree calde, contribuendo a evitare la paralisi: la circolazione è stata molto caotica soltanto nei quartieri più vicini al Foro Italico.  Critico, invece, il Codacons, che con il presidente Carlo Rienzi sottolinea che «la libertà di circolazione dei cittadini è stata fortemente limitata». Quasi impossibile trovare un taxi, soprattutto nel pomeriggio e in serata. Intenso il lavoro anche negli aeroporti: solo alle 16,30, con l’ultimo aereo di tifosi spagnoli a Fiumicino, è terminato il "ponte aereo" che, con 150 voli speciali, ha contribuito fortemente all’impresa di portare a Roma circa 50 mila tifosi delle due squadre. Qualche problema ha avuto, invece, l’ultima nave carica di supporters catalani, che ha attraccato al porto di Civitavecchia soltanto alle 17,30. Falle evidenti, però, si sono registrate sul fronte dell’osservanza dei provvedimenti anti-alcol. Tanti i venditori abusivi, molti hanno utilizzato sistemi ingegnosi per "mascherare" la birra, ma non sono mancati neanche gli esercizi del centro che hanno servito alcolici ai tifosi, al bancone o seduti ai tavolini. «I nostri associati hanno rispettato l’ordinanza, pur non condividendola – ribatte Liborio Pepi, presidente romano di Fiepet-Confesercenti – a fare affari d’oro, come previsto, sono stati gli ambulanti abusivi, che hanno venduto migliaia di lattine e bottiglie». Forze dell’ordine e municipale hanno controllato centinaia di locali, con oltre 30 denunce per violazione dell’ordinanza prefettizia. Difficile il compito delle forze dell’ordine, che in questi giorni sono impegnate anche sul fronte del G8 su sicurezza e immigrazione e del corteo dei no global di sabato pomeriggio. Le cifre parlano prima del match di due accoltellati, un inglese e un americano scambiato per un supporter dello United, 18 arrestati e altrettanti denunciati, italiani, inglesi e spagnoli. E dopo, di altri due greci tifosi del Manchester aggrediti con un taglierino in via degli Scipioni da un gruppo di italiani. Uno dei due, colpito alla schiena è stato portato al Santo Spirito (codice giallo). Ma la macchina organizzativa, ha contenuto un impatto obiettivamente difficile da assorbire. A tarda serata Alemanno è andato a complimentarsi personalmente con il questore Giuseppe Caruso. Le due tifoserie si sono inevitabilmente mischiate nel centro. Caso più eclatante, Fontana di Trevi, che nel pomeriggio si è trasformata in uno "stadio monumentale". Da un lato i catalani, con i loro incessanti cori pro-Barca. Sull’altro lato della piazza gli inglesi, all’ombra di un’enorme bandiera dei Red Devils, che non curanti del divieto sull’alcol bevevano birre in bottiglie di vetro cercando di fronteggiare, a modo loro, il tifo spagnolo.

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