9 Luglio 2020

CARLO CALENDA RIFIUTA CONFRONTO CON I CITTADINI E PERDE LA SFIDA CON IL CODACONS

     

    LEADER DI AZIONE NON RISPONDE A DOMANDE POSTE IERI DAI CITTADINI, MA CODACONS LO PORTA IN TRIBUNALE DOVE SARA’ OBBLIGATO A DARE RISPOSTE

    Carlo Calenda esce sconfitto dalla sfida con il Codacons, e perde la battaglia per la trasparenza che lui stesso aveva avviato. Il leader di Azione, infatti, ha rifiutato il confronto con i cittadini e ha preferito non rispondere alle legittime domande poste ieri dai consumatori del Codacons.
    L’ex Ministro aveva posto attraverso Twitter una serie di domande al Codacons e al suo presidente Carlo Rienzi e, nel giro di poche ore, l’associazione ha pubblicato le risposte ai quesiti di Calenda, replicando punto per punto alle sue accuse e dimostrando piena trasparenza – spiega l’associazione – La stessa trasparenza non è stata però mostrata da Calenda, il quale ha inspiegabilmente evitato di rispondere alle domande sul suo operato poste dallo stesso Codacons.
    Eppure si trattava di domande semplicissime, in cui si chiedeva solo di confermare o meno entro 24 ore le notizie uscite sulla stampa circa i suoi rapporti col mondo dell’imprenditoria, la sua fallimentare gestione dell’Interporto di Nola e le perdite della società, i motivi per cui non sembrano pubblicati sul web i bilanci relativi agli anni della sua gestione, gli strani investimenti dei suoi familiari, i finanziamenti a Italia Futura all’epoca della sua carica di coordinatore, i suoi fallimenti come Ministro sui tavoli di crisi aperti al Mise, le critiche dell’Avvocatura di Stato al suo operato, ecc.
    Ci spiace che Carlo Calenda sia fuggito a gambe levate dinanzi a queste domande e abbia rifiutato il confronto con i cittadini – commenta il Codacons – Un comportamento degno della peggiore politica, quella che non tiene conto delle richieste dei cittadini e che preferisce far finta di non sentire le domande scomode degli italiani. Ora Carlo Calenda sarà costretto a rispondere in Tribunale alle domande poste ieri dal Codacons, nella causa che l’associazione sta portando avanti contro l’ex Ministro.

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