6 giugno 2017

Carisp, Lugo spacca il fronte delle Fondazioni

di PAOLO MORELLI CI SARÀ affollamento questa mattina nei corridoi degli uffici dei Gip-Gup al quarto piano del palazzo di giustizia di Forlì, dove è in programma l’ udienza preliminare per i 14 ex amministratori e dirigenti della Cassa di Risparmio di Cesena indagati di false comunicazioni sociali e ostacolo all’ azione degli organi di vigilanza sull’ attività bancaria (Banca d’ Italia e Consob). Infatti il giudice Luisa Del Bianco dovrà decidere se accettare la costituzione di parte civile degli oltre seicento risparmiatori che hanno risposto all’ appello del Comitato difesa risparmiatori Cassa di Risparmio di Cesena e del Codacons all’ aggregazione per fare fronte comune e risparmiare sulle spese legali che si annunciano corpose poiché il processo sarà lungo e complicato. Tra le costituzioni di parte civile annunciate ce n’ è una che farà scalpore, quella della Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo che fino a pochi mesi fa, prima dell’ aumento di capitale da 280 milioni di euro del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, era il secondo azionista Carisp col 12% circa delle azioni’ e ora controlla circa lo 0,6%. La Fondazione lughese sarà rappresentata dall’ avvocato Lorenzo Casalboni di Cesena. Avremmo voluto chiedere al presidente Raffaele Clò i motivi della decisione che rompe il fronte, fino a ora compatto, delle Fondazioni (quelle di Cesena e Faenza non si costituiranno parte civile), ma ci ha liquidato con un secco “non rilascio interviste”. In effetti sarebbe un po’ arduo spiegare come si possa costituirsi parte civile dopo aver condivise le scelte sui nomi degli amministratori (in particolare i lughesi Atos Billi, ex vicepresidente, e Vincenzo Minzoni, ex componente del collegio sindacale) e aver approvato incondizionatamente i bilanci, in particolare quello relativo all’ esercizio 2012, sotto la lente della magistratura.