18 Giugno 2016

Carim, via libera del giudice: ammesse 150 parti civili

Carim, via libera del giudice: ammesse 150 parti civili
al processo ci saranno i piccoli azionisti e il codacons

RESPINTE tutte le eccezioni preliminari e ammesse 150 parti civili. Il giudice, Vinicio Cantarini, ha sciolto ieri mattina la riserva nella seconda udienza che vede imputati gli ex vertici della Cassa di Risparmio di Rimini. Escluso invece come soggetto giuridico il Comitato dei piccoli azionisti perchè costituitosi in ritardo, ma potrebbe comunque ripresentarsi al dibattimento e questa volta essere ammesso. Il pubblico ministero, Luca Bertuzzi, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e venti gli imputati, e l’ udienza si è chiusa con un rinvio al 30 giugno, quando parleranno le difese, e al 1° luglio, giorno fissato per la decisione del giudice Cantarini. TRE i protagonisti principali dell’ inchiesta, per i quali il piemme ha chiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata a un numero indeterminato di reati societari. Sono l’ ex presidente del consiglio di amministrazione, Giuliano Ioni, l’ ex direttore generale, Alberto Martini, e l’ ex vice direttore generale Carim, Claudio Grossi. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, nel calderone ci sono la registrazione di utili inesistenti ma distribuiti ai soci, prestiti facili, perdite occultate e azioni vendute a prezzo pieno fino a pochi giorni prima del commissariamento. In sostanza, per la Procura, gli ex vertici dell’ Istituto di credito, avrebbe agito per falsificare i conti, ingannando così parte degli azionisti e il pubblico. Secondo l’ accusa, in quegli anni c’ era una sorta di ‘sodalizio’, composto appunto dai vertici, in carica dal 2009 fino a commissariamento del 2010, che ha distribuito mutui e finanziamenti senza le garanzie necessarie. Salvo poi omettere le perdite nei bilanci, rimandando un quadro tutt’ altro che veritiero. Oltre agli ex vertici della Carim, nei guai sono finiti anche una ventina, tra consiglieri e sindaci revisori, imputati questi per falso in bilancio. GLI avvocati difensori avevano presentato una serie di eccezioni contro la presentazione delle parti civili di Codacons (che rappresenta cento piccoli azionisti), del Comitato di piccoli azionisti e di altri in ordine sparso pronti a pretendere in tribunale quello che hanno perso. Ieri, la decisione di Cantarini che il prossimo 1° luglio dovrà invece decidere chi mandare alla sbarra.
 

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