Carim, in 150 chiedono i danni alla vecchia dirigenza
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fonte:
- Il Resto del Carlino
il gup cantarini non ha sciolto la riserva sulle parti civili. udienza il 17
«VOGLIAMO chiedere i danni agli ex vertici della Carim». In cento cinquanta, ieri mattina, tramite il Codacons, il Comitato piccoli azionisti (rappresentato dall’ avvocato Davide Lombardi) ed una manciata di altri cittadini hanno chiesto, durante l’ udienza preliminare davanti al gup, Vinicio Cantarini, di costituirsi parti civili nel procedimento a carico di 23 persone. Tra questi figurano gli ex amministratori della Cassa di Risparmio di l’ ex presidente del Cda, Giuliano Ioni, l’ ex direttore generale, Alberto Martini e l’ ex vice direttore generale Carim, Claudio Grossi, i manager che la Procura vorrebbe processare per associazione per delinquere finalizzata ad un numero indeterminato di reati societari. Le difese – 20 gli indagati per falso in bilancio oltre ai tre manager, consiglieri e sindaci revisori – hanno presentato diverse eccezioni contro la presentazione delle parti civili di Codacons (che rappresenta anche 100 piccoli azionisti), del comitato dei piccoli azionisti (una cinquantina di proprietari di azioni Carim) e una manciata di altri soggetti che vorrebbero rifarsi in giudizio delle perdite subite. Il giudice Cantarini non ha sciolto la riserva sulle costituzioni di parte civili (la dirigenza Carim attuale è presente solo come persona offesa) ma ha disposto un rinvio e domani deciderà. Un’ altra udienza è stata fissata al 30 giugno. Eventualmente potrà essere fissata la terza data del 1 luglio. Domani, intanto, inizierà la discussione per la richiesta di giudizio del pm Luca Bertuzzi, poi si proseguirà il 30 giugno. La tempesta sulla Carim era scoppiata dopo le indagini compiute dalla Guardia di Finanza negli anni 2009 e 2010. Secondo le Fiamme gialle alla “governance” della Carim di quegli anni c’ era “un sodalizio criminale composto dai vertici dell’ istituto, in carica nel periodo dal 2009 fino al commissariamento disposto dalla Banca d’ Italia nel 2010, che, a seguito di elargizione di mutui e di finanziamenti non assistiti da adeguate garanzie, ometteva dolosamente di evidenziare nei bilanci le perdite già maturate da tempo tramite stime e valutazioni palesemente non corrispondenti alla reale situazione del credito”. Ora il gup Cantarini dovrà decidere se rinviare a giudizio i 23 indagati.
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