16 Febbraio 2019

Carige e l’ azione Codacons per costituirsi parte civile

Ho ricevuto la lettera dal Codacons che vi allego e che ha suscitato in me molte perplessità. Una volta era il Siti a inondare gli azionisti di lettere per invitarli a finanziare le iniziative giudiziarie che, a livello quasi industriale, promuoveva. Ora anche Codacons si mette sulla stessa strada, evidentemente avendo scoperto che il business è redditizio. Le perdite che gli azionisti Carige hanno subìto sono indubbiamente assai pesanti e la gestione Malacalza non pare aver migliorato la situazione. D’ altronde l’ investimento in azioni è, per definizione, un investimento ad alto rischio anche se molti lo dimenticano facilmente, malgrado i frequenti richiami che anche voi meritoriamente continuate a fare. A me pare opportuno che Plus24, proprio per l’ autorevolezza che ha saputo conquistarsi sul campo, debba mettere in guardia i risparmiatori. Oltre al danno che hanno subìto rischiano la beffa di tirar fuori altri soldi per una causa dagli esiti assolutamente imprevedibili. I toni suadenti del testo della missiva, recapitata a azionisti e obbligazionisti, celano un aspetto fondamentale: le centinaia di euro richieste a chi aderisce finanziano la partecipazione al processo solo in primo grado senza nulla dire sulle prospettive future, mentre è pacifico che un processo di questa natura andrà in Cassazione (e magari non una volta sola). Se l’ esito del primo grado sarà sfavorevole, è probabile che l’ azionista sconfortato rinuncerà a proseguire e gli avvocati Codacons avranno incassato una parcella da qualche decina di migliaia di euro; se l’ esito del primo grado sarà positivo, è presumibile che molti verseranno altri soldi per ribadire in appello le proprie ragioni e quindi le parcelle legali si gonfieranno … Non oso pensare a come si troverà il povero azionista se poi la Cassazione azzererà tutto (è già successo tante volte). Confido nel vostro commento su questa vicenda. Come è noto il Codacons avvia un numero elevato di cause per i più svariati motivi e spazia, con i suoi comunicati quasi quotidiani, dalla sanità, al traffico, fino ad arrivare al problema dei cinghiali in Lombardia. Si tratta di un coordinamento di associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, nato come associazione nel 1986 quale “erede” di precedenti campagne a difesa degli utenti che risalgono al ben lontano 1976 sul fronte storico della “Guerra alla Sip” (la società telefonica) che si concluse con un mega-risarcimento miliardario (in lire). Da allora ne sono passate di cause nei Tribunali. Ora si avvia a questa operazione raccogliendo le adesioni dei risparmiatori vittime di Carige, annunciando di volersi costituire parte civile nell’ azione penale contro gli ex vertici di Carige nel processo presso il Tribunale penale di Roma. Gli ex amministratori sono accusati di avere ostacolato l’ attività di vigilanza della Banca d’ Italia relativamente ai bilanci del 2012 e 2013 nonché del reato di aggiotaggio. E il Codacons, come si apprende dalla lettera che lei ci ha inviato, è già stato ammesso in giudizio come persona offesa. Il prossimo 5 marzo 2019 si terrà la prima udienza dibattimentale, termine ultimo per presentare la propria costituzione di parte civile. L’ associazione presieduta da Carlo Rienzi invita, nella missiva inviata tutti gli azionisti e gli obbligazionisti (evidentemente attingendo i nominativi al libro soci) che hanno acquistato i titoli Carige fino a dicembre 2013 e non le hanno vendute sino ai primi mesi del 2014, a costituirsi parte civile per richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti come perdite finanziarie. Gli avvocati dell’ associazione chiederanno il risarcimento del danno patrimoniale dovuto alla perdita di valore dei titoli acquistati oltre al risarcimento del danno morale per 10mila euro. E nella lettera del Codacons che lei ci invia viene anche scritto, in carattere grassetto e sottolineato, che «Riteniamo che tenuta al risarcimento, in caso di condanna degli imputati, sia anche la banca stessa, in quanto datore di lavoro dei dirigenti all’ epoca dei fatti». La partecipazione all’ azione del Condacons ha un costo per i risparmiatori vittime del dissesto di 650 euro (se il valore dei titoli detenuti è di 10mila euro) o di 350 euro se il valore dei titoli è inferiore ai 10mila euro. Quest’ importo copre solo fino al primo grado e come riportato nella lettera «qualora al termine del processo dovesse essere riconosciuto un risarcimento il Codacons chiede il 10% di tale cifra». Insomma un bel guadagno potenziale. Per sollecitare l’ adesione l’ associazione di Rienzi ha messo in calendario anche delle assemblee (il 15 febbraio si è svolta la prima a Savona) il 16 altre due adunanze sono state organizzate a Genova e a La Spezia. Le adesioni per aderire devono pervenire entro il 25 febbraio. Lei ci chiede un parere e già di suo ha espresso le sue perplessità, che sono per certi versi condivisibili. Sono molti i dubbi di chi osserva come, in effetti, non sia chiaro dalla lettere che ne sarà di eventuali azioni in fase di appello o che avverrà nel caso in cui ci fosse una condanna al risarcimento spese. Da segnalare che per avere informazioni sulla lettera del Codacons viene indicato un numero a pagamento (con un costo minimo di 0,76 euro al minuto e massimo di 0,96 euro al minuto), altri costi da mettere in conto.I toni dell’ associazione, come nel suo stile, sono molto agguerriti ma chissà se saranno tali anche per tutta la durata del processo? Come è noto dalle cronache giornalistiche nella vicenda Mps, per esempio, il Codacons il 18 luglio scorso ha rinunciato alla costituzione di parte civile nel processo agli ex Mps Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, in cui anche la banca è imputata. Il Codacons ha infatti operato una transazione con la banca che si è impegnata a finanziare dei progetti sociali per circa 600mila euro. Operazione che il Codacons dice essere stata comunicata ai 1.500 risparmiatori coinvolti e che comunque, come spiega lo stesso Carlo Rienzi in una rettifica pubblicata sul Fatto Quotidiano, verranno rappresentati nei vari processi e che, anzi, l’ associazione ha ottenuto al Tribunale di Lagonegro l’ ammissione come parte civile come Codacons in un procedimento penale proprio contro Profumo e Mps. Al di là della singola associazione di consumatori che si sceglie in questi casi bisogna ponderare bene i pro e i contro a cui ci si espone, magari verificando la vera specializzazione degli avvocati che si hanno davanti e la loro esperienza nei singoli campi. – Fe.Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
carlo maria braghero(via e-mail)

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