Carige accelera sui crediti dubbi offerte in arrivo prima del piano
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fonte:
- Il Secolo XIX
in pole sga e credito fondiario, probabilmente in tandem. tempi più lenti per l’ aggregazione mercoledì i commissari presenteranno il progetto industriale per garantire un futuro all’ istituto
Gilda Ferrari /GENOVA A cinque giorni dalla presentazione del piano industriale mirato a tirare fuori dalle secche Carige, i due pilastri del progetto – cessione di crediti dubbi e aggregazione – sembrano viaggiare a velocità diverse. Per quanto riguarda la vendita dell’ ultimo pacchetto di crediti problematici rimasti in pancia all’ istituto, la soluzione appare delineata; mentre sul fronte della fusione il quadro resta indefinito, con indiscrezioni su un paio di offerte straniere di cui è però difficile trovare conferma dei protagonisti (si parla di corda te composte da fondi, forse insieme a banche). CREDITI DUBBI Tra deteriorati (Npl) e incagli (Utp), i crediti problematici rimasti in pancia a Carige sono 2,8 miliardi e pesano per oltre il 20% sui crediti totali. L’ obiettivo della gestione commissariale, spiegato dall’ ex ad Fabio Innocenzi, è portare il rapporto almeno al 10% se non sotto, rendendo così la banca più attraente in ottica di aggregazione. La vendita potrebbe riguardare posizioni per 1,7 miliardi, tra Npl e Utp. Nonostante la data room abbia riscosso un certo interesse (secondo indiscre zioni avrebbero guardato il dossier Guber, doBank, Blackrock, Ifis), la proposta vincente dovrebbe essere quella di Sga e Credito Fondiario: «La controllata dal Mef ha la possibilità di offrire un prezzo migliore – spiega una fonte – Credito Fondiario è già legato a Carige da una partnership decennale per la gestione delle sofferenze siglata nel 2017 in occasione dell’ acquisto di un pacchetto da 1,2 miliardi di Npl». Le offerte dovrebbero pervenire ai commissari entro oggi. Dopo la stagione di pulizie che ha portato a soluzione (tra cessioni e accordi) oltre 4 miliardi di sofferenze, la vendita di quest’ ultimo pacchetto mira a facilitare l’ aggregazione chiesta da Bce. AGGREGAZIONE Su questo fronte l’ istituto commissariato da Bce appare più indietro nel programma, tanto è vero che secondo diverse fonti «il 2019 non sarà ancora l’ anno della fusione». Insieme ai commissari Pietro Modiano e Raffaele Lener, Innocenzi ha lavorato su un piano capace di trasformare Ca rige «da nave a motoscafo», ma molti osservatori sostengono che «senza una ristrutturazione», cioè tagli a personale e sportelli, la trasformazione in banca regionale smart sia «difficile». «Anche trasformare una banca tradizionale come Carige in banca digitale richiederebbe anni», aggiunge una fonte. Bce sull’ aggregazione è incalzante. «L’ advisor Ubs ha contattato praticamente tutti i gruppi bancari – commenta una fonte – e molti gruppi hanno guardato il dossier, ma è questione di prezzo». Un’ altra fonte dice: «Solo considerando gli 80 milioni di capitalizzazione di Borsa, è chiaro che l’ istituto non può essere ceduto a un prezzo simbolico». Tra i nomi circolati come potenziali pretendenti Uni credit, Ubi, Bper con Unipol, Bnp Paribas, Crédit Agricole. AUMENTO DI CAPITALE Sul tappeto resta il tema della ricapitalizzazione da 400 milioni già stoppata una volta dal primo azionista Malacalza Investimenti. «Se l’ aggregazione non sarà rapida, l’ aumento di capitale tornerà necessario». Se fosse varato servirebbe a rimborsare il bond da 320 milioni sottoscritto dallo Schema Volontario, ma il fatto che i maggiori gruppi bancari abbiano già svalutato l’ obbligazione a loro carico dimostra che c’ è poca fiducia rispetto al rimborso. Sia la ri capitalizzazione, sia un’ eventuale aggregazione dovrebbero essere approvate dall’ assemblea degli azionisti, dove la famiglia Malacal za pesa per il 27,5%. A meno che non si arrivi alla ricapitalizzazione pubblica precauzionale prevista dal decreto. CODACONS DIFFIDATO Carige diffida il Codacons dal portare avanti «pratiche gravemente lesive del patrimonio reputazionale della banca». Il riferimento è al «volantinaggio indistinto». Il Coda cons invita azionisti e obbligazionisti a costituirsi parte civile. Carige valuterà «il possibile rilievo penale dei comportamenti». –
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