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5 Marzo 2019

Carige, 600 risparmiatori chiedono i danni

 

Il numero è lievitato dopo cinque assemblee organizzate fra Genova, La Spezia, Imperia e Savona. E alla fine saranno quasi 600 i piccoli azionisti Carige che si costituiranno parte civile contro la banca e i suoi ex manager in un processo finora rimasto nell’ ombra, che potrebbe materializzare uno spartiacque importante nella storia della Cassa genovese. Il dibattimento è quello che inizia stamattina a Roma contro l’ ex numero uno dell’ istituto, ed ex vicepresidente Abi, Giovanni Berneschi e altre nove persone oltre la stessa Banca Carige, chiamata in causa per la legge sulla responsabilità amministrativa delle società. Le accuse sono avario titolo di aggiotaggio e ostacolo all’ autorità di vigilanza fino al 2013, che avrebbero indotto centinaia di risparmiatori a investire comunque su titoli destinati a precipitare. Almeno 550 potenziali vittime so no assistite dal Codacons, già ammesso per il tramite del legale Bruno Barbieri di Bologna: «La perdita media contestata da ciascuno – spiega – è di 70 mila euro, circa il doppio di quanto avvenne per il caso Cariferrara». La somma rasentai 40 milioni, di cui le parti civili chiederanno conto alla nuova gestione della banca sebbene i fatti siano evidentemente riferiti alla vecchia. Un’ altra trentina di parti offese si è affidata agli avvocati genovesi Stefano Marchi, Nicola Devoto e Umberto Pruzzo. Senza dimenticare che nel precedente processo svoltosi nel capoluogo ligure in cui era coinvolto Berneschi i piccoli azionisti sono rimasti esclusi nonostante la condanna in primo e secondo grado all’ ex capo e ai presunti complici, poichéil reato (truffa e riciclaggio) non era agli occhi dei magistrati direttamente collegabile al loro danno. Diverso il quadro a Roma, dove nel mirino della Procura sono finiti oltre a Berneschi: l’ ex vicepresidente Alessandro Scajola (fratello dell’ ex ministro Claudio), l’ ex direttore generale Ennio La Monica, l’ ex condirettore generale e responsabile della direzione amministrativa Daria Bagnasco. E poi gli ex consiglieri Luca Bonsignore (figlio di Vito per lungo tempo eurodeputato) e Remo Checconi, e ancora Mario Venturino, Ivo Demichelis, Paolo Odone, presidente dell’ Aeroporto di Genova, e Maurizio Marchiori. Uno dei momenti clou focalizzato dai pubblici ministeri è il 25 febbraio 2013, quando i componenti del cda diffondono un comunicato stampa in cui annunciano di «poter pervenire a una proposta di distribuzione di un adeguato dividendo agli azionisti». Per l’ accusa era un annuncio irrealistico, fumo negli occhi, il tentativo d’ illudere i risparmiatori e di confortare il mercato per drib blare un aumento di capitale, rappresentando una stabilità patrimoniale che non c’ era. In particolare, i magistrati fanno riferimento «alla valutazione dei crediti nei confronti di vari clienti quali Gruppo Cavallini (immobiliare, ndr), Preziosi (riferibile al presidente del Genoa Enrico, ndr), Orsero (industriali savonesi della frutta)». Carige, attualmente nelle mani dei commissari Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener, pochi giorni fa ha presentato il nuovo piano industriale che prevede un aumento da 630 milioni e 1050 esuberi. La banca non intende commentare il processo capitolino incorso, ma ambienti legali vicini al vertice ribadiscono come l’ istituto resti di fatto una parte lesa dal comportamento dei precedenti amministratori. – IL CASO TRUFFA IN CASSAZIONE Sarà definito entro pochi mesi in Cassazione il processo principale in cui è rimasto coinvolto l’ ex presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi. L’ accusa era quella di aver creato, insieme all’ ex numero uno del ramo assicurativo Ferdinando Menconi e all’ immobiliarista milanese Paolo Cavallini, un’ associazione a delinquere per riciclare all’ estero (Svizzera in primis) le plusvalenze ottenute con una serie di compravendite immobiliari -truffa, che danneggiarono l’ istituto. Berneschi e i presunti complici sono già stati condannati in Appello: all’ ex numero uno sono stati inflitti 8 anni e 7 mesi, pena che farebbe scattare per lui l’ arresto se confermata pure dalla Suprema Corte. Berneschi, assistito nella vicenda dalle gale torinese Maurizio Anglesio, potrebbe chiedere a quel punto i domiciliari avendo oltre 70 anni. M. FAG. – M. IND.

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