19 Aprile 2016

Carife, sentenza in 7 giorni «Vogliamo l’ indennizzo»

Carife, sentenza in 7 giorni «Vogliamo l’ indennizzo»
la fondazione
esce allo scoperto: non si può azzerare tutto, il tar decida il danno il
codacons chiede di rimettere il fascicolo alla corte di giustizia
europeala banca ‘salvata’»ieri discussi i ricorsi: congelate nuove carte
di bankitaliail governatore visco in commissione finanze del senato

Prosegue l’ indagine conoscitiva su banche e tutela del risparmio avviata dalla commissione Finanze del Senato che oggi sente il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Il ciclo di audizioni, programmato in vista della richiesta d’ istituire una commissione d’ inchiesta sul sistema dopo il crac di Carife e delle altre tre banche, dovrebbe concludersi nelle prossime settimane con il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, e i rappresentanti del Consiglio di vigilanza della Bce, guidato da Deniele Nouy. La commissione ha già ascoltato, tra gli altri, Abi, Consob e il presidente delle good bank, Roberto Nicastro. La richiesta d’ istituire una commissione ad hoc era partita dalle opposizioni sulla scia del caso di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, e aveva portato lo stesso Pd a presentare un suo disegno di legge per allargare l’ inchiesta parlamentare all’ intero sistema bancario. Ci vorrà almeno una settimana per sapere se il decreto Salva-banche che ha azzerato azionisti e subordinati junior di Carife più altre tre banche, è legittimo oppure no. La sezione 2ª quater del Tar del Lazio ha infatti deciso di riservarsi la decisione sui numerosi ricorsi, almeno una decina, contro il decreto del 22 novembre, tra i quali c’ era quello di Fondazione Carife al quale si sono aggregati azionisti privati tra i quali il gruppo guidato dal sindaco Tiziano Tagliani. Le ragioni della Fondazione sono state sostenute da Fabio Merusi che ha evidenziato, una volta di più, le specificità del caso-Ferrara rispetto a Etruria, Chieti e Marche (l’ assemblea del 30 luglio 2015 sulla ricapitalizzazione Fitd voluta da Bankitalia ma rimasta lettera morta), ma la posizione di Palazzo Crema in merito alla richiesta da avanzare al Tar è diventata ancor più chiara rispetto al pur eloquente documento di ricorso. «Noi chiediamo il ritorno al 30 luglio, ma poiché riavvolgere il nastro non è più possibile si parte da lì per ottenere un risarcimento – ha dichiarato ieri il presidente Riccardo Maiarelli – Non abbiamo ancora quantificato il danno, ci aspettiamo però che lo faccia il Tar». Si tratta, anche solo a limitarsi al mero conteggio delle minusvalenze post-assemblea, di una trentina di milioni, abbastanza per tenere in vita la Fondazione come ente benefico e di sostegno alla cultura cittadina. È chiaro che se dovesse passare il principio dell’ indennizzo per l’ azzeramento, dovrebbe valere anche per tutti gli altri azionisti e obbligazionisti junior, a partire da quelli aggregati alla causa amministrativa. I giudici del Tar dovranno decidere anche sul fumus d’ incostituzionalità del bail-in, la legge di recepimento della direttiva comunitaria in materia di salvataggi bancari che di fatto ha posto le basi per gli azzeramenti. «Abbiamo fatto presente che la sentenza di merito può essere per noi alternativa al rinvio alla Consulta per incostituzionalità» ha ribadito Massimo Cerniglia, il legale di uno degli azionisti Carife intervenuto ieri. L’ udienza ferrarese è durata in tutto poco più di un’ ora ma l’ intera sessione di ieri, fino al primo pomeriggio, è stata dedicata alla sequenza di ricorsi sulla risoluzione, nella quale sono intervenuti ripetutamente i legali di Bankitalia e l’ avvocatura dello Stato in difesa del ministero delle Finanze. A questo proposito c’ è da segnalare un curioso siparietto: i legali di Bankitalia hanno chiesto di depositare la valutazione definitiva sulla procedura di azzeramento dei quattro istituti, e alla richiesta si sono opposti non solo le controparti ma la stessa Avvocatura. Il motivo è che la diffusione di quella documentazione, al momento sconosciuta, potrebbe fornire «pretesto a strumentalizzazioni dannose per una corretta informazione pubblica», in sostanza danneggiare la procedura di vendita delle quattro banche. Per ora il Tar non ha quindi portato nel fascicolo processuale questa documentazione. Tra i ricorsi in discussione c’ era anche quello del Codacons, il cui presidente nazionale Carlo Rienzi ha detto di non temere in ogni caso i nuovi elementi contenuti nel dossier. Il Codacons ha così chiesto di rimettere il fascicolo alla Corte di giustizia europea, affinché sia dichiarata illegittima la procedura di salvataggio per violazione della direttiva Ue in materia di conflitto d’ interessi (le banche detengono quote di Bankitalia) e alla Corte Costituzionale per esproprio a favore di soggetti privati. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefano ciervo

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