21 Settembre 2017

Carife, il processo del secolo Mille azionisti vanno all’ attacco

ieri il via nell’ aula bunker ricavata in un centro anziani «la crisi del sistema bancario scaricata sui risparmiatori»
Stefano Lolli FERRARA PER MIGLIAIA di risparmiatori, e non solo, è già il processo del secolo. Perché anche se solo all’ udienza preliminare, veder sfilare nel centro anziani di Pontelagoscuro, trasformato in ‘aula bunker’, gli avvocati dell’ ex gotha Carife, e i legali degli azionisti e degli obbligazionisti azzerati, apre una pagina di storia. E di speranza, forse vana: ottenere, attraverso la costituzione di parte civile, un parziale rimborso delle somme inghiottite dalla crisi della banca, e cancellate dal decreto del novembre 2015. COSÌ ieri mattina ha preso il via il procedimento giudiziario: sono dodici gli imputati, e tredici i capi d’ accusa tra cui la bancarotta patrimoniale, l’ aggiotaggio, le false comunicaziono. Tutto ruota attorno all’ ultimo, e vano, aumento di capitale di Carife. Potenzialmente sono 1200 i soggetti legittimati a costituirsi parte civile: tra essi figurano anche la Banca d’ Italia e la Consob, che secondo le associazioni dei risparmiatori avrebbero potuto e anzi dovuto trovarsi dall’ altra parte della sbarra. «Tutti sanno quanto siano stati labili i controlli, e inefficace l’ operato degli organi di vigilanza – affermano i portavoce di Risparmiatori Azzerati e No Salvabanche, dentro e fuori dall’ aula -: ritrovarci Bankitalia e Consob come compagni di viaggio, se tecnicamente è legittimo, eticamente è un insulto». Non sono mancati, ieri mattina, i nuovi schizzi polemici nei confronti del governo e del Pd: «Per accertare la loro colpa non c’ è bisogno di alcun processo – tuonano alcuni esponenti del No Salvabanche, davanti a uno striscione esposto alle transenne -: hanno scaricato solo sui risparmiatori la crisi del sistema bancario». Vale per Carife, vale per le altre banche in risoluzione e idealmente per le banche venete, visto che il prossimo 4 ottobre tutti gli ‘azzerati’ d’ Italia si ritroveranno a Roma per la ‘Giornata del risparmio tradito’. Si annunciano strepiti, slogan, urla. Ieri a Pontelagoscuro, invece, l’ atmosfera era paradossalmente quieta, quasi stagnante: delle folle tonanti, dell’ assedio, delle lacrime e degli strepiti, nessuna traccia. Più della presenza massiccia delle forze dell’ ordine, che hanno sbarrato il corso principale della cittadina, impedendo il transito persino ai comuni pedoni, il deterrente è stato rappresentato dalle mail e dai messaggi Whattsapp delle associazioni dei consumatori: «Vi invitiamo a non presentarvi per possibili problemi di ordine pubblico», la nota apparsa sugli schermi degli smartphone. E COSÌ, dei risparmiatori in carne ed ossa se ne sono presentati appena una settantina: «Ci sono più avvocati e magistrati di noi…», commenta una piccola azionista, entrando in aula dopo essere stata identificata. Ma i faldoni in mano ai legali, specie di quelli delle associazioni (Federconsumatori, Codacons e Lega dei Consumatori da soli iscrivono centinaia di azzerati), sono consistenti. Anche su questo aspetto, c’ è chi pone attenzione: sulle ulteriori spese (sino a 500-600 euro a testa) per costituirsi parte civile, e sperare. Ma anche questo è il ‘processo del secolo’. Un secolo breve, visto che per Carife è ancora in corso la maxi inchiesta sul crac. E dunque c’ è tempo per striscioni, slogan, e strepiti.

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