11 Dicembre 2015

Carife, il Pd alle opposizioni: “Sciacalli” (Vitellio), “Speculatori” (Calvano)

Carife, il Pd alle opposizioni: “Sciacalli” (Vitellio), “Speculatori” (Calvano)
E i parlamentari pentastellati attaccano Renzi sul decreto salva banche: “Falso e ipocrita”

 “Se non ci fosse da piangere per la situazione drammatica che stanno attraversando in questi giorni i risparmiatori truffati, ci sarebbe da ridere per lo scomposto risveglio delle opposizioni ferraresi. Come veri sciacalli infatti sono rimasti a lungo nel più sordido dei silenzi, per poi banchettare oggi sulle disgrazie di tanti ferraresi e non, cercando di rendere l’acqua più torbida e sguazzare nella melma del concetto secondo cui la colpa è di tutti, perché la colpa non sia di nessuno. Il partito democratico – aggiunge Vitellio – è molto chiaro sull’attribuzione delle responsabilità del disastro Carife: chi ha condotto la banca al dissesto deve pagare sino all’ultimo centesimo, almeno per due motivi. Il primo, è che non si può tollerare che chi ha distrutto i risparmi di una vita di investitori inconsapevoli dei rischi, possa godersi tranquillamente la pensione magari dopo aver ricevuto una remunerativa buona uscita. Il secondo: impedire che ci siano altri “casi Carife”.

“Accogliamo con estrema soddisfazione le dichiarazioni del nostro Premier sulla volontà di andare a scavare nelle colpe delle Banche – sostiene ancora il segretario del Pd -. Le forze politiche cerchino una soluzione per migliorare il decreto salvabanche, così come stanno facendo i parlamentari del Pd”. Poi un ultimo affondo, questa volta indirizzato a Matteo Salvini: “Noi, come sempre, saremo al fianco dei risparmiatori traditi dalla propria banca. Così come lo furono i migliaia di piccoli investitori che investirono i propri risparmi nei titoli emessi dalla Credieuronord, passata alle cronache come la “banca della Lega”, perdendo tutto. Fabbri si preoccupi, dunque, anche innanzitutto di loro. Noi – conclude Vitellio – nelle sedi opportune, con gli strumenti dati, lavoreremo per provare a dare sollievo a chi sta vivendo questa tragedia ma senza creare false illusioni o lucrare elettoralmente su questo dramma”.

Sulla situazione della Carife e delle banche oggetto dell’”operazione salvataggio” si registra in queste ore anche l’intervento di Paolo Calvano, capogruppo e segretario regionale Pd.

“Innanzitutto – spiega – continuiamo a chiamare le cose col loro nome: quello del governo è un decreto di salvataggio. Se il Governo non fosse intervenuto, l’alternativa sarebbe stata il crac. Se il Governo avesse azzardato l’utilizzo del Fondo Interbancario, l’Europa ci avrebbe detto di no: le regole comunitarie introdotte già da tempo lo avrebbero vietato. Da “europeista esigente” dico che gli altri Paesi europei ci hanno fatto un brutto scherzo: prima hanno sistemato le loro banche, poi hanno stretto le maglie, mettendo vincoli a chi, come l’Italia, non ha affrontato il tema banche quando doveva, cioè ben prima di questo Governo”.

“Ieri il commissario Ue ai servizi finanziari Jonathan Hill – aggiunge Calvano – ha sentenziato che i prodotti finanziari venduti da Carife e dalle altre tre banche erano “prodotti non idonei”, cioè inadatti ai loro clienti o, almeno, a buona parte dei loro clienti. Su questo aspetto, per verificare responsabilità e casistiche specifiche indagherà la Commissione parlamentare d’inchiesta voluta dal Governo e dal Pd. Si farà luce sulla condotta di chi guidava le banche e di chi vendeva quei prodotti; del resto, su questo, quanto detto da Bratti, Marattin e Vitellio ha molti fondamenti e fatti comprovanti”.

Per Calvano, di fronte alla disperazione di molti risparmiatori, il Governo fa bene a fare tutto il possibile per arrivare al fondo di solidarietà “per alleviare il dramma di chi faceva investimenti rischiosi senza alcuna velleità di speculazione e senza, mi sento tranquillamente di dirlo, la giusta informazione”. “Questa vicenda – aggiunge poi – ci dice chiaramente che non basta prevedere norme che indichino i soggetti e gli organismi preposti alla vigilanza se chi deve vigilare, poi, non lo fa, come già detto dal sindaco Tagliani. Da oggi il Presidente delle quattro nuove banche, Roberto Nicastro, comincerà gli incontri con dipendenti, istituzioni ed enti economici partendo proprio da Ferrara. A lui in primis va la mia sollecitazione: le faccia funzionare quelle quattro banche perché non possiamo più accettare l’immobilismo e dobbiamo tutelare l’occupazione. Chiediamo di ristabilire quella connessione tra la banca del territorio e il territorio, che negli ultimi anni è saltata. E al Codacons che invita al boicottaggio, dico che al gioco di far chiudere quelle banche facendo perdere il lavoro a migliaia di persone, noi non ci staremo. Infine, cari Anselmi, Fabbri, Spath e compagnia bella. Vi siete accorti che la banca di Ferrara era in difficoltà solo venti giorni fa. Nella categoria degli speculatori metto tranquillamente anche voi”.

Intanto da Roma i parlamentari del M5S attaccano il capo dell’esecutivo: ““Renzi è un falso e ipocrita. Da anni chiediamo chiarezza sulle scelte delle banche, abbiamo proposto una commissione d’inchiesta su Mps che non è mai stata presa in considerazione e abbiamo depositato una legge che ci consentirebbe di indagare sui crimini bancari”. “Se il premier è sincero – proseguono – approvi subito il nostro testo. Abbiamo il sospetto, però, che il suo sia solo un interesse di facciata, visto il putiferio che il governo ha scatenato con il salva-banche proprio nei territori che sono tradizionale serbatoio di voti del Pd”.

Sul fronte delle schermaglie tra Bankitalia e Ue i pentastellati chiedono “chiarezza sull’esistenza del documento europeo che avrebbe previsto tre strade per il salvataggio delle quattro banche. E vogliamo capire, come sembra, se il mancato ricorso al Fondo interbancario di tutela dei depositi sia figlio di una scelta esclusiva del governo. Non si può dire, come fa qualcuno in queste ore, che anche il Fitd avrebbe causato un azzeramento delle obbligazioni – rincara il M5S Camera – Perché comunque andava prima valutato l’effettivo status di bilancio e di patrimonio degli istituti. “Perché non è stato utilizzato il Fondo interbancario? E’ una scelta che ha a che fare con l’occultamento della natura delle sofferenze bancarie? Quali interessi bisogna favorire?”, chiudono i deputati M5S.
 

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