Carife, il Codacons chiede il sequestro dei beni
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fonte:
- Estense
L’associazione chiede di bloccare presso la nuova banca una somma pari al valore delle azioni e obbligazioni perse
Il Codacons ha presentato formale richiesta di costituzione di parte offesa presso la Procura della Repubblica di Arezzo per la vicenda di Carife, e contestuale richiesta di sequestro presso la nuova banca delle somme perse dai risparmiatori.
Si legge nell’atto dell’associazione, riportato in una nota: “La scrivente ritiene di avere diritto a che venga fatta luce sulle eventuali condotte illecite dei vertici della Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a. e sulla mancanza di vigilanza da parte degli organi preposti quali la Banca d’Italia e la Consob, ossia di quelle condotte che si ritiene abbiano concorso a determinare il dissesto della banca e reso necessaria l’adozione dei provvedimenti di azzeramento del valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate. Si ritiene – continua il testo – che sia la banca venditrice, sia la Nuova Banca che è succeduta alla prima debbano essere citate come responsabili civili e ciò in considerazione della successione della nuova banca in tutti i diritti, le attività e le passività della Banca venditrice ex art. 1, comma 2, D. Legge n. 183/2015. Tale articolo, infatti, prevede espressamente che la nuova Banca è costituita con l’obiettivo di “quando le condizioni di mercato sono adeguate, cedere a terzi le partecipazioni al capitale o i diritti, le attività o le passività acquistate”, rendendo pertanto del tutto evidente il grave pericolo di distrazione delle risorse patrimoniali e finanziarie che saranno necessarie affinché il responsabile civile possa rispondere delle proprie responsabilità e affinché l’istante possa ottenere, per sé e per tutti i soggetti rappresentati, il risarcimento cui ha diritto”.”
Il Codacons ha poi chiesto alla Procura di disporre il sequestro presso la nuova banca di una somma pari al valore delle azioni e obbligazioni perse dai risparmiatori, a tutela dei risarcimenti integrali degli investimenti: “A causa delle gravi perdite patrimoniali subite dall’azzeramento del valore delle azioni/obbligazioni subordinate – si legge ancora nella nota – al fine di non aggravare e protrarre le conseguenze stesse derivate proprio dai presunti reati commessi, ai sensi dell’art. 321 c.p.p., il sottoscritto ritiene assolutamente necessario e chiede che i P.M. inquirenti dispongano e/o richiedano al GIP il sequestro di una somma pari al prezzo di acquisto delle azioni/obbligazioni subordinate presso gli indagati di reato e presso la nuova banca , obbligata anche per le passività realizzate dalla venditrice, “Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a”.”.
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