17 Dicembre 2015

Carife. “I risparmiatori possono riottenere i soldi”

Carife. “I risparmiatori possono riottenere i soldi”

il codacons ai titolari di azioni e obbligazioni subordinate prospetta due strade: azione collettiva o individuale
di Marcello Celeghini “Chi dice che gli azionisti e gli obbligazionisti di Carife non possano riottenere i loro soldi, non conosce le leggi di questo paese”. A dirlo è l’ avvocato Bruno Barbieri, presidente regionale e vicepresidente nazionale del Codacons, intervenuto ieri sera all’ assemblea pubblica convocata dell’ Associazione dei consumatori all’ Hotel Carlton per esporre ai tanti azionisti ed obbligazionisti di Carife le possibili azioni legali da intraprendere per tentare il recupero delle somme perdute. Lo schema è lo stesso illustrato il giorno prima a Lagosanto , durante la prima ‘uscita pubblica dell’ associazione di consumatori. Alle oltre cento persone che hanno riempito la piccola saletta dell’ hotel sono state presentate due possibili strade da intraprendere. La prima è un’ azione collettiva che vada ad integrarsi e a sostenere l’ indagine avviata dalla procura e dalla guardia di finanza sull’ operato degli ex cda di Carife. Si tratterebbe di fare una ‘dichiarazione di parte offesa’ da presentare in procura che, in sede di prima udienza, darebbe la possibilità all’ azionista o all’ obbligazionista danneggiato di costituirsi parte civile in un eventuale processo e, in caso di causa vinta, pretendere la restituzione della somma investita dai soggetti ritenuti colpevoli. Il Codacons si rende disponibile a raccogliere le dichiarazioni di parte offesa in modo da presentarle tutte insieme in via Mentessi. L’ altra strada possibile è quella dell’ azione legale individuale volta all’ annullamento delle azioni o obbligazioni subordinate acquistate appellandosi alle mancate o fallaci informazioni fornite dalla banca nel momento dell’ acquisto. Anche i presunti dati falsi – stando alla ricostruzione dei relatori – relativi al bilancio della banca possono costituire un importante strumento in mano ai danneggiati. “Come Codacons- sottolinea l’ avvocato Bruno Barbieri- mi metto e disposizione gratuitamente di chi è stato danneggiato per valutare se sussistono i presupposti per un’ azione legale individuale o se invece è preferibile affidarsi alla dichiarazione di parte offesa. Gli ex azionisti o obbligazionisti possono trovare in noi un valido riconosciuto soggetto a cui affidarsi. Il Codacons, infatti, è stato da poco investito dal tribunale di Milano della finalità statutaria per farsi carico di tutelare i consumatori danneggiati in questa vicenda bancaria. Le somme perse si possono recuperare eccome, non come dicono vari giornali, politici e commentatori in tv secondo i quali la perdita delle somme fa parte del rischio d’ investimento”. Importante agire per tempo, quindi, anche nel reperire tutta la documentazione necessaria. Per presentare la dichiarazione di parte lesa è necessario allegare l’ estratto conto che dimostri le azioni presso Carife e l’ ordine di acquisto delle azioni. Per chi invece vorrà intraprendere un’ azione legale individuale, oltre ai due documenti menzionati, dovrà procurarsi il contratto quadro (documento che testimonia l’ inizio dei rapporti con la banca) e la dichiarazione ‘Mifid’ (profilazione di rischio). Per informazioni più precise e puntuali il Codacons invita tutti coloro che siano interessati a chiamare il numero verde 800.05.08.00 o a recarsi alla sede di Ferrara in Viale Cavour 86.

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