Carife: caccia ai rimborsi Arbitrati, cause e ricorsi
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fonte:
- La Nuova Ferrara
in attesa del
decreto governativo atteso fra poche settimane una sola certezza chi
punta sull’ arbitrato dovrà rinunciare a promuovere azioni giudiziarie
Arbitrati, cause legali personali ma promosse con l’ assistenza delle associazioni dei consumatori, ipotesi di class action, richieste al Tar di chiamare fuori Carife dal decreto Salva-banche che è il passo deciso dalla Fondazione Carife con il presidente Maiarelli in testa. La matassa dei contenziosi si fa sempre più complessa e per i risparmiatori variamente e diversamente azzerati non è facile orientarsi. Nel giro di poche settimane dovrebbe essere emanato il decreto che stabilisce le regole, i criteri e le procedure per l’ arbitrato, cioè le modalità per destinare i 100 milioni di euro (per ora questa è la cifra) del Fondo di solidarietà ai “truffati” che hanno investito in obbligazioni subordinate. Secondo Il Sole 24 Ore nella bozza di decreto i tempi sarebbe già definiti: 4 mesi per avviare la procedura arbitrale (si comincia a contare dal giorno in cui il decreto è in vigore) e 90 giorni per il verdetto del collegio arbitrale. La sola certezza assoluta è che l’ arbitrato è alternativo alla causa giudiziaria: o l’ uno o l’ altra. Marco Cappellari, presidente di Amici di Carife, dice che la posizione dell’ associazione non cambia: «La proposta dell’ arbitrato è al momento inaccettabile. Gli azionisti d Carife azzerati sono circa 29 mila, gli obbligazionisti azzerati circa 4 mila. Parliamo quindi di 33 mila posizioni. Cantone (il presidente dell’ Anac indicato dal governo come autorità super partes per la gestione degli arbitrati) dice che in cinque mesi risolverà mille arbitrati, di cui dai conti che circolano 180 riguardano gli obbligazionisti di Carife: 180 su 29 mila, la cosa si commenta da sola». Se dall’ arbitrato ci si attende poco o niente, sulle cause legali Cappellari consiglia prudenza: «Invitiamo i risparmiatori azzerati a continuare a far sentire tutto il loro disappunto e a pazientare un po’ prima di intraprendere esose azioni legali». Sull’ arbitrato ha molte perplessità anche il presidente di Federconsumatori Ferrara Roberto Zapparoli: «Dobbiamo capire chi può essere realmente tutelato in caso di arbitrato, qual è il limite del rimborso… In ogni caso con i soldi messi finora a disposizione non si va da nessuna parte. La formula dell’ arbitrato, come ha detto il ministro Padoan, ha carattere umanitario, se è così la possibilità di un risarcimento non passa di qui. Stiamo facendo molte assemblee in giro per la provincia e la stragrande maggioranza dei risparmiatori esula dall’ arbitrato, ritengo che tantissimi si orienteranno per la causa». E qui Zapparoli fa un distinguo: «Stiamo maneggiando una materia molto delicata che riguarda soggetti deboli quali sono le persone che hanno perso parte o gran parte dei loro risparmi. In questi casi le informazioni debbono essere date in modo approfondito, senza creare facili illusioni. Questa è l’ ultima cosa che un’ associazione di consumatori deve fare. Facciamo assemblee e dove prima è passata Codacons notiamo che a volte i risparmiatori hanno avuto informazioni un po’ troppo spregiudicate. Per esempio a Comacchio ci hanno chiesto: ma se faccio causa e la perdo chi sopporta i costi? Noi rispondiamo che i costi sono a carico del risparmiatore. Inoltre noi non raccogliamo adesioni senza aver valutato le singole posizioni. Operiamo diversamente, prima di dare indicazioni verifichiamo le singole posizioni, è un lavoro immane che va avanti da settimane e che impegna l’ ufficio tutto il giorno, ma è un lavoro indispensabile per capire quale azione conviene intraprendere». Marcello Pradarelli.
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