10 Ottobre 2017

Carife, atto secondo Le difese: «Nessun danno a chi non si informò»

l’ udienza preliminare. «fuori le associazioni»
CHI ha sottoscritto l’ aumento di capitale da 150 milioni di euro nel 2011, aveva tutta la possibilità di verificare cosa fosse accaduto prima di quel momento e i perché della sottoscrizione. Non solo: dall’ anno zero (2011) in poi, con tanto di bilanci pubblici, gli azionisti dovevano informarsi per evitare di rimanere gabbati. Ecco perché non sussisterebbe nesso causale e le costituzioni di molte delle 1200 e passa potenziali parti civili, sarebbero inammissibili. Carife, udienza preliminare atto secondo. Meglio: seconda parte dei lavori che diranno se i 12 imputati tirati per la giacchetta proprio per quell’ aumento, anticamera poi del crac, siano o meno da rinviare a giudizio. Quindi da processare per i vari reati di aggiotaggio, bancarotta patrimoniale, falso. Lo scenario è nuovamente il Quadrifoglio di Pontelagoscuro dove, anche ieri, però la platea non era degna del numero monstre di posti a disposizione. Si parte con un rimbrotto da parte del giudice alla pasionaria degli Azzerati, Giovanna Mazzoni, per aver alzato la voce – non chiamata in causa – durante l’ appello («non si sente…»). Poi è toccata all’ avvocato Tommaso Guerini (per Paolo Govoni e Teodorico Nanni) mettere sul piatto ogni rimostranza contro la richiesta di costituzione di Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Movimento difesa del cittadino e Confederazione del consumatore. Una sfilza di eccezioni, motivatissime. A partire dal mancato criterio della vicinanza del territorio, come riportato da una sentenza della Cassazione. Le associazioni, cioè, che oggi chiedono in quanto tali di costituirsi, secondo il ragionamento del legale, non essendo così legate al ferrarese dal punto di vista territoriale e operativo, non ne avrebbero diritto. Associazioni che sarebbero entrate in causa solamente a bubbone esploso. Dunque nessun danno diretto. Stessa sorta per i sottoscrittori dell’ aumento di capitale che non hanno verificato la situazione precedente, pur messi nella condizioni di poterlo fare. Non è finita. Nella lista delle inammissibilità del difensore, compaiono pure gli azionisti che hanno comprato o venduto titoli dopo la data del commissariamento della Cassa. Anche loro «non potevano non sapere quale era la situazione» e con quale titolo oggi vengono a chiedere i danni? Alle eccezioni di Guerini si sono associati gli avvocati Giovanni Ponti (per Michele Masini ed Ezio Soardi), Carmine Fasano (Sergio Lenzi e Daniele Forin), e Gabriele Casartelli (Spartaco Gafforini). Oggi si torna in aula con le ultime difese. Poi il 19 toccherà al gup Piera Tassoni rendere nota la lista ufficiale delle parti civili. Nicola Bianchi.

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