Carife, alleanza tra beffati al presidio di Bankitalia
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fonte:
- La Nuova Ferrara
i ferraresi
entrano nel comitato dei quattro istituti: warrant e maggiori rimborsi
tra le più intervistate una signora che con il salva-banche ha perso
50mila eurorisparmio tradito»in cantiere una maxi-manifestazionedecine
di ‘azzerati’ allo sportello di bondeno: risarcimenti
Decine di persone hanno bussato ieri mattina allo sportello della Lega consumatori istituito dal Comune di Bondeno per l’ assistenza ai risparmiatori Carife beffati. «Questi primi incontri sono preliminari – ha spiegato la responsabile Silvia Toffolo – ai risparmiatori chiediamo di farci avere tutta la documentazione che attesti la loro situazione. Dopo uno studio specifico su ogni singolo profilo, inoltreremo un formale richiamo alla banca, con la richiesta di risarcimento». Il percorso stragiudiziale è seguito dall’ avvocato Enrico Scarazzati, presidente di Lega consumatori Ferrara. «Un aiuto concreto e un primo passo importante – ha commentato il sindaco Fabio Bergamini, che ha voluto fortemente lo sportello – nel frattempo continua la nostra mobilitazione politica: l’ obiettivo finale è stralciare Carife dal decreto che ha azzerato i titoli dei risparmiatori». La copertura mediatica massiccia della manifestazione contro Bankitalia dei risparmiatori delle quattro banche ha consentito di far emergere anche a livello nazionale la “specificità” della situazione Carife. Questa è almeno la speranza dei ferraresi che hanno passato la mattinata di ieri a fare la spola tra i due gruppi di manifestanti, quelli che si alternavano ad urlare slogan di fronte a Palazzo Koch, e il grosso tenuto a distanza di 200 metri dalla sede di Bankitalia. «Abbiamo spiegato a giornalisti e politici che Carife era in vigilanza rafforzata da parte di Bankitalia fin dal 2009, e quindi che qualcuno, non i risparmiatori, dovrà rispondere di quanto successo in questi anni» ha ribadito Mirko Tarroni, l’ unico ad essere riuscito con altri Amici di Carife a preparare in tempo la trasferta romana (partenza verso le 5 di ieri). Con lui c’ era Giovanna Mazzoni, 67 anni, che con il salva-banche ha perso circa 50mila euro. L’ altra particolarità è rappresentata dal fatto che i ferraresi hanno acquistato in gran parte i bond subordinati all’ emissione, nel 2006 e 2007, quando avevano ancora “pagelle” di rischio medio-basso, in linea con il rating di allora della banca. L’ idea dei ferraresi, tuttavia, è di allearsi con i risparmiatori beffati delle altre banche, e in questo senso Tarroni ha rinsaldato i contatti con le “Vittime del salva-banche”, i principali organizzatori della manifestazione, in gran parte composta da risparmiatori Etruria. «La prossima settimana si dovrebbe costituire il comitato tra i risparmiatori delle quattro banche, e noi ci saremo – spiega ancora l’ attuale rappresentante ferrarese – Porteremo avanti quelle che secondo noi sono le proposte più credibili per cercare di recuperare quanto perduto: l’ emissione di warrant della nuova banca in favore degli ex azionisti e l’ utilizzo di una parte dei crediti inesigibili per aumentare il monte-risarcimenti per gli obbligazionisti. Sono proposte contenute anche nell’ ordine del giorno approvato assieme alla legge di Stabilit? Bene, vedremo allora se c’ è la volontà politica di venirci incontro». Resta il fatto che le “Vittime”, come ha ribadito anche ieri la portavoce Letizia Giorgianni, intendono puntare forte sul boicottaggio alle banche, mentre i ferraresi su questo punto restano prudenti. Nel direttivo di 7 persone del futuro comitato, in ogni caso, ci dovrebbe essere anche un rappresentante Carife, per preparare la prossima mossa: dopo la lettera al Papa, è in cantiere una nuova manifestazione a Roma, questa volta puntando a presenze più massicce dai territori. I manifestanti sono tornati in giornata, proprio mentre il Codacons, stando a quanto dichiarato a livello nazionale, ha depositato un nuovo esposto alla Procura di Ferrara, oltre a quelle di Roma, Arezzo, Ancora e Chieti, dove si chiede «di disporre la sospensione dall’ ufficio per il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco». L’ esposto è basato sull’ art. 289 del codice di procedura penale, che consente al giudice di disporre l’ interdizione dall’ esercizio di un pubblico ufficio, «ed è motivata dall’ ostinata quanto abnorme difesa che il governatore ha fatto dell’ operato dei vertici dell’ istituto relativamente al caso di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti». Proprio il caso ferrarese, assieme a quello aretino, si presenta come il più delicato vista la lunga permanenza di Carife in vigilanza rafforzata, pure durante l’ aumento di capitale del 2011, e poi in commissariamento. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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