8 Ottobre 2017

Carichieti, i risparmiatori all’ Anac per riavere i soldi

LE NOSTRE TASCHE C’ è chi ci ha perso i soldi del trattamento di fine rapporto, chi il risarcimento dei danni pagati dall’ assicurazione per la morte di un familiare, chi i risparmi messi da parte un anno dopo l’ altro per una vita intera. E’ il popolo degli obbligazionisti subordinati dell’ ex Carichieti quello che si è messo in moto per riavere i soldi bruciati nello spazio di una notte di due anni fa, quando Carichieti è stata posta in risoluzione con il risultato che azionisti, come la Fondazione, e obbligazionisti subordinati hanno visto andare in fumo milioni e milioni di euro di risparmi e investimenti. Un esercito di 739 persone solo per quanto riguarda Carichieti. Fra loro c’ è chi non si è accontentato, circa il 50 per cento, di riavere solo una parte dei soldi ovvero l’ indennizzo pari all’ 80% del valore delle obbligazioni, pagato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi ma vuole indietro tutti i soldi investiti in quelle che erano state presentate e offerte loro come obbligazioni sicure. Una sessantina (ma la schiera è destinata a crescere) si sono rivolti al Codacons Abruzzo e con l’ avvocato Vittorio Ruggieri sono pronti a inoltrare la richiesta di arbitrato all’ Autorità nazionale anticorruzione: complessivamente ci hanno rimesso due milioni e passa di euro. L’ arbitrato consente di ottenere il 100% della somma investita nelle famigerate obbligazioni anche se la strada non sarà né facile, dal momento che non è stato ancora emanato il Regolamento, né breve. L’ 11 novembre, comunque, scadrà il termine per presentare la richiesta all’ Anac: ad oggi è l’ unica iniziativa extragiudiziale per tentare di riavere tutti i soldi. Chi ha deciso di rivolgersi all’ anticorruzione ha il dente avvelenato e lo ha fatto perchè è stato sempre rassicurato, anche quando la vecchia Carichieti fu commissariata. A molti risparmiatori e clienti, che in quel periodo volevano ritirare i risparmi e liquidare quei titoli spaventati dalla piega che aveva preso la gestione della banca, fu detto chiaramente allo sportello e nelle filiali che avrebbero commesso un errore, che in banca i loro soldi erano al sicuro. Fra gli acquirenti delle subordinate c’ è anche chi aveva venduto una proprietà immobilitare ricevuta in eredità per spendere l’ intero ricavato in quello che sembrava un buon investimento e, soprattutto, sicuro. Alfredo D’ Alessandro © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this