Carichieti, rischio insolvenza pronta la relazione Bigerna
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fonte:
- Il Messaggero
CONTI AL SETACCIO Forse è solo questione di giorni: cresce l’ attesa per ciò che l’ avvocato Massimo Bigerna ha scritto nella relazione sullo stato di salute della vecchia Carichieti, una documentazione che, ottenuto il via libera da Bankitalia, consegnerà agli organismi competenti ovvero ai giudici civili di Chieti. Bigerna è il commissario nominato dalla Banca d’ Italia dopo che Carichieti è stata posta in liquidazione coatta amministrativa a dicembre scorso. Il professionista romano è stato incaricato di verificare, conti alla mano, fin dove si è spinta la mala gestio dell’ istituto di credito teatino e quale è la sua situazione economica e patrimoniale. E la sua relazione, che potrebbe essere una bomba, è decisiva per aprire un’ inchiesta e passare al setaccio l’ operato dei vecchi amministratori. Decisiva come lo è stata nel caso di Banca Etruria (la più nota forse fra le quattro banche salvate con il ben noto decreto che ha azzerato milioni di euro di risparmi), quella del suo liquidatore, Giuseppe Santoni. Il quale al tirar delle somme per la banca aretina ha chiesto che ne venisse dichiarata l’ insolvenza e il tribunale di Arezzo, in composizione collegiale, pochi giorni fa ha accolto la sua tesi dichiarando Banca Etruria insolvente. LE CONSEGUENZE GIUDIZIARIE Sul piano giuridico le conseguenze di tale decisione sono fondamentali su un altro fronte: dal tribunale fallimentare gli atti vengono trasmessi alla Procura e quest’ ultima può indagare per reati come la bancarotta fraudolenta. Nel caso di Banca Etruria, inoltre, il tribunale ha rigettato le eccezioni di costituzionalità sul decreto salva-banche sollevate dalla difesa dell’ ultimo presidente Lorenzo Rosi e il merito sulla mancanza dei requisiti di insolvenza. A Chieti il passaggio che si attende è lo stesso ma almeno fino a ieri la relazione del commissario liquidatore non risultava arrivata. Nel caso di Banca Marche, invece è stata la Procura a presentare l’ istanza di insolvenza della banca e il tribunale fallimentare ha fissato l’ udienza per il 7 marzo prossimo. A Chieti, con l’ attesa per la relazione del commissario liquidatore, è cresciuto anche il numero delle querele: sono una quindicina quelle confluite nel fascicolo aperto dal Pm Giuseppe Falasca, compreso l’ esposto presentato dal Codacons. Un’ iniziativa, quest’ ultima, che nelle scorse settimane ha portato all’ apertura di un fascicolo, con l’ ipotesi di truffa, che per ora rimane a carico di ignoti. A fine gennaio le querele presentate da possessori do obbligazioni subordinate che nella vicenda Carichieti si sentono truffati, erano una mezza dozzina. Il numero dunque è lievitato ma rima molto modesto se paragonato ai 720 casi di risparmiatori che con l’ applicazione del bail in ci hanno rimesso i loro soldi. Bocce ferme anche sul fronte della fondazione Carichieti che con il salva banche ha visto completamente azzerato il proprio capitale, 70 milioni di euro. L’ esposto di cui si è parlato insistentemente non viene ancora formalizzato. Fondazione che, invece, contro il decreto ha presentato ricorso al Tar del Lazio. La stessa strada seguita, anzi aperta da Confartigianato Chieti che attraverso la propria Creditfidi ci ha rimesso circa 150.000 euro in obbligazioni subordinate. Alfredo D’ Alessandro © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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