17 Gennaio 2016

Carichieti, partono le querele per truffa aperto un fascicolo

Carichieti, partono le querele per truffa aperto un fascicolo
nessun atto di indagine i risparmiatori si affidano al codacons

IL CASO Prime denunce, anche a Chieti, da parte dei risparmiatori possessori di obbligazioni subordinate e che si sentono truffati perché in seguito al decreto salva banche del Governo hanno perso tutti i loro soldi. Prime querele, dunque, che nella truffa costituiscono un passaggio obbligato per aprire un’ inchiesta che non sarà, eventualmente, nè facile nè veloce. Lo spunto arriva da sette clienti di Carichieti che nelle ultime due settimane hanno depositato altrettante querele sulla vicenda delle obbligazioni subordinate e in Procura è stato aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, in cui si ipotizza il reato di truffa. Atti di indagine in senso proprio, per ora non ce ne sono. Nessun sequestro di atti, nè perquisizioni, nè interrogatori. Una madre e un padre, che in quelle obbligazioni hanno investito 100 mila euro ottenuti quale risarcimento dopo la morte della figlia, vittima di un incidente stradale, si sono rivolti al Codacons e attraverso la querela sperano che sia fatta giustizia dopo ave visto sfumare l’ intera somma. L’ associazione dei consumatori ha lanciato una campagna a livello nazionale mettendosi a disposizione di chi vuol querelare. E ora le querele in arrivo, in tutte le Procure, potrebbero essere migliaia, tanti quanti sono i possessori di obbligazioni subordinate che si sentono truffati perché hanno acquistato i titoli in buona fede, non sapendo di rischiare il capitale in caso di default della banca. I NUMERI In provincia c’ è chi ci ha rimesso 10.000 euro, chi 500.000 mila, ma obbligazioni subordinate sono state vendute in tutta la regione: è solo una questione di tempo e gli uffici inquirenti rischiano di essere travolti da un’ ondata di querele. Indagare non sarà facile e il primo passo è stabilire qual è la Procura competente. Ovvero dove si è realizzato il profitto con conseguente danno per il cliente. L’ eventuale truffa è stata commessa nel luogo in cui sono state vendute le obbligazioni e dunque le singole filiali sparse in Abruzzo o viene considerata la sede legale della banca, cioè Chieti?. Nel primo caso le Procure sarebbero quelle competenti per territorio e dunque non solo Chieti. Secondo aspetto: bisogna individuare chi ha proposto e fatto sottoscrivere materialmente ai clienti le obbligazioni e chi, dunque, è responsabile. I direttori delle filiali o i singoli impiegati? Terzo: i clienti erano consapevoli del rischio che correvano? O sono stati davvero ingannati? Nel frattempo proprio il Codacons boccia le regole previste dal Governo per l’ arbitrato relativo ai risparmiatori coinvolti nel decreto salva-banche. «Non si capisce perché, e in base a cosa, chi ha perso più soldi debba godere di una corsia preferenziale rispetto a chi ha perso di meno» – dice il presidente Carlo Rienzi.

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