Carichieti chiude le porte ai risparmiatori beffati
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fonte:
- Il Messaggero
LA BANCA NELLA BUFERA Vecchia e Nuova Carichieti chiudono le porte della mediazione agli obbligazionisti subordinati che speravano di recupere i loro risparmi investiti nei titoli azzerati dal decreto del Governo del 22 novembre 2015. Sono 43 gli obbligazionisti beffati che si sono rivolti al Codacons Abruzzo e ieri mattina i primi nove, assistiti dagli avvocati Vittorio Ruggieri e Stefania Tatone, si sono presentati uno alla volta in Camera di commercio a Chieti, dinanzi al mediatore, il commercialista Cesare Barbieri. Dall’ altra parte del tavolo c’ erano la Carichieti posta in liquidazione coatta rappresentata dall’ avvocato Pierluigi Tenaglia e la Nuova Carichieti, rappresentata da due funzionari e dall’ avvocato Maurizio Mililli. Per entrambe le banche non ci sono né i presupposti sostanziali né quelli formali per avviare la mediazione. La nuova Carichieti, che da pochi giorni ha un nuovo amministratore delegato, Felice Delle Femine, e che sta cercando di riconquistare la fiducia dei clienti, ha eccepito il difetto di legittimazione passiva. Sostenendo, in sostanza, che il capitolo comprendente azioni e obbligazioni subordinate, entrambe azzerate, è rimasto in capo all’ ex Carichieti. Quest’ ultima, dal canto suo, sostiene che essendo sottoposta ad una procedura concorsuale (c’ è l’ istanza di insolvenza su cui la pronuncia è attesa da un momento all’ altro) ogni questione deve essere affrontata dal giudice fallimentare. E comunque vi è la norma di specie che ha previsto un ristoro pari all’ 80% per i risparmiatori che si trovino in determinate condizioni ovvero abbiano un reddito fino a 35.000 euro o, in alternativa, un patrimonio mobiliare fino a 100.000 euro. Oppure c’ è la via dell’ arbitrato. DUE MILIONI BRUCIATI In ogni caso la mediazione si pone come una condizione di procedibilità, una fase obbligatoria prodromica al giudizio ordinario. Il Codacons Abruzzo, che in questa fase rappresenta clienti che in Carichieti con il salva banche ci hanno rimesso somme che vanno da 10.000 a 180.000 euro, per un totale di circa 2 milioni di euro, non ha certo preso bene la posizione delle banche. L’ avvocato Ruggieri, con particolare riguardo a Nuova Carichieti ha evidenziato come il nuovo Statuto della banca, all’ articolo 3, prevede che l’ ente ente ponte, cioè nuova Carichieti, acquisisca la gestione di tutti i beni e dei rapporti giuridici della Cassa di Risparmio (la vecchia banca) . «Stiamo agendo a titolo di risarcimento dei danni per inadempimento contrattuale di contratti che oggi sono passati sotto la gestione della Nuova Carichieti – dice l’ avvocato Ruggieri. Come fanno sostenere che non ne possono rispondere? La realtà è che oggi il re è nudo – aggiunge Ruggieri – e Nuova Carichieti ha dimostrato con i fatti che non ha interesse a valutare, caso per caso, dove ci sono i presupposti per andare incontro a famiglie in difficoltà. Parliamo di quel ceto medio che nelle obbligazioni subordinate ha investito i risparmi da lavoro, un somma avuta in eredità, il trattamento di fine rapporto e che oggi non si ritrova niente. Ci prepariamo a fare richiesta di indennizzo al Fondo interbancario per coloro che ne hanno i requisiti. Per gli altri si valuterà: o l’ arbitrato o l’ azione di risarcimento in sede civile». Un effetto, tuttavia, si profila quasi con certezza: i 43 obbligazionisti che si sono visti respingere la mediazione, si dicono pronti a chiudere i rapporti con Carichieti. «Questa poteva essere una buona occasione per fidelizzare clienti insoddisfatti – conclude Ruggieri. Ma loro hanno preferito il muro contro muro e la conseguenza minima è che questi 43 risparmiatori scapperanno dalla banca».La procedura di mediazione andrà avanti fino al 22 luglio ma il destino degli obbligazionisti subordinati, almeno in questa fase, appare segnato. Alfredo D’ Alessandro © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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