19 Marzo 2016

«Carica delle 104», sei costituzioni di parte civile

«Carica delle 104», sei costituzioni di parte civile

0 le associazioni «amici di agrigento onlus» e «nuove ali», che si occupano di minori disabili, restano fuori dal processo
Gli interventi dei difensori, davanti al giudice per le udienze preliminari, sono durati circa tre ore. Altre due ore per scrivere l’ ordinanza. Gerlando Cardinale …Le associazioni «Amici di Agrigento onlus» e «Nuove Ali», che si occupano di minori disabili, restano fuori dal processo scaturito dall’ inchiesta «La carica delle 104» che ipotizza l’ esistenza di due bande dedite a truffare lo Stato attraverso l’ attestazione di false invalidità e patologie di varia natura. Rigettata la richiesta di costituzione di parte civile anche di un altro ente, «Insegnanti in movimento», che all’ epoca dei fatti neppure esisteva. Ammessi in giudizio, invece, gli altri sei enti. Dopo una lunga mattinata, dedicata agli interventi dei difensori degli imputati sulle costituzioni di parte civile, il gup Stefano Zammuto, poco dopo le 15,30, ha emesso l’ ordinanza con cui fa ordine su tutte le richieste. Le due associazioni che tutelano i disabili (rappresentate dagli avvocati Leonardo Marino e Giovanni Puntarello) sono state escluse «perché – secondo il giudice- non c’ è la prova in ordine alla loro rappresentatività di un congruo numero di associati e in ordine alla pregressa attività svolta per la tutela dei fini statutari». Nessuna valutazione di merito per l’ associazione «Insegnanti in movimento” che non ha potuto subire alcun danno dalla condotta dei settanta imputati per il semplice fatto che è nata solo nel 2014 e quindi all’ epoca dei fat ti neppure esisteva. Via libera per gli altri sei enti. Il giudice ha ammesso l’ Inps, la Flc Cgil (sindacato della scuola), le associazioni di volontariato Codici onlus e Codici Sicilia, l’ Azienda sanitaria provinciale di Agrigento e il Codacons nazionale. In mattinata i difensori dei settanta imputati avevano usato toni molto forti per opporsi alle richieste. L’ avvocato Antonino Gaziano aveva parlato di «abuso di diritto» e di “costituzioni strumentali». Il collega Raimondo Tripodo aveva sostenuto che «con questo criterio anche l’ associazione dei netturbini può costituirsi in giudizio». Gli interventi dei difensori sono durati circa tre ore. Altre due ore per scrivere l’ ordinanza e poi l’ udienza è proseguita con il giuramento del perito Giuseppe Rinzivillo che ha chiesto 90 giorni di tempo per trascrivere tutte le intercettazioni telefoniche e ambientali. Il 15 aprile ci sarà un passaggio intermedio per discutere la posizione di un imputato, Angelo Gallo, le cui condizioni di salute richiedono degli accertamenti per valutare la sua capacità di partecipare al processo. L’ inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Andrea Maggioni che ipotizza un vasto giro di false attestazioni di patologie per abusare dei benefici di legge (trasferimenti, indennità e agevolazioni) il 22 settembre del 2014 fece scattare l’ operazione della polizia con dodici arresti. La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata per 70 imputati. Sei indagati hanno patteggiato (ieri davanti al giudice Ermelinda Marfia ci sono state alcune ratifiche), per ventidue persone il procedimento è stato archiviato. Intanto Gaetano Bonvissuto e Massimo Raso, responsabili della Flc Cgil, con una nota hanno espresso “grande soddisfazione per l’ ammissione al processo in qualità di parte civile. I lavoratori onesti – aggiungono – sono parte lesa contro chi ha abusato di una conquista che tutela reali condizioni di disagio”. (*GECA*)
 
 

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