30 Dicembre 2016

“Cari cittadini festa senza botti” L’ invito di Raggi dopo il ko del Tar

“Cari cittadini festa senza botti” L’ invito di Raggi dopo il ko del Tar
la sindaca prova a bypassare il via libera ai fuochi di domani sera gli animalisti sono con lei

CECILIA GENTILE “CARI romani, divertiamoci, ma senza botti pericolosi”. Sceglie la strada dell’ appello Virginia Raggi. Dopo la bocciatura della sua ordinanza anti botti da parte del Tar, la sindaca non firma un secondo provvedimento come animalisti e ambientalisti le chiedono, ma replica con una lettera di tutta la giunta da ieri sul sito di Roma Capitale. “La nostra ordinanza è stata bocciata dal Tar – recita la lettera – ma noi, con questo appello, vogliamo portare avanti una battaglia di civiltà e sensibilizzazione. Evitiamo botti e petardi pericolosi che possono portare a conseguenze negative sia per la salute delle persone che degli animali”. Il Tar ha sospeso il divieto perché l’ ordinanza era palesemente scritta male – dichiara il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – questo però non equivale a un via libera totale per petardi e altri esplosivi. “Il provvedimento impugnato – recita il decreto del tribunale regionale – non appare sorretto da un’ idonea istruttoria, né tanto meno da una sufficiente motivazione”. Non solo: l’ ordinanza non fa distinzione tra i vari tipi di petardi: “Inibisce l’ uso di qualsiasi tipologia di materiale esplodente, per giunta sull’ intero territorio comunale”. Ma la battaglia è ancora in corso. Il Wwf invita a sostituire i botti “con più pacifiche lanterne a cui affidare i propri desideri”. “Molti non sanno – scrive l’ associazione – che la quantità di veleni diffusi nell’ aria dall’ esplosione di fuochi è particolarmente nociva, con concentrazioni di polveri sottili superiore a quello dell’ attività di un anno di numerosi inceneritori”. Il fragore porta gli animali a perdere l’ orientamento, esponendoli al rischio di smarrimento e/o investimento, spiega Ilaria Innocenti, responsabile Lav area animali familiari. “Gli animali hanno una soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana”, avvisa il Wwf. La onlus Animalisti italiani ha inviato agli uffici capitolini i fac-simile delle ordinanze anti botti di altri Comuni, che non sono mai state impugnate, sottolinea il presidente Walter Caporale. Tra le 850 città che nel 2015 hanno vietato i botti ci sono per esempio Torino, Milano, Bologna, Cosenza, Messina, Reggio Calabria. Il provvedimento era stato chiesto a gran voce da cittadini e associazioni animaliste, conferma Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente. Vietare l’ uso di petardi, botti e artifici pirotecnici è un atto di responsabilità, anche perché il Capodanno è un momento di massima allerta delle misure preventive antiterrorismo, ricorda la Lav. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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