16 Settembre 2016

«Carenze e irregolarità», l’ Anac contesta 22 nomine Rai

«Carenze e irregolarità», l’ Anac contesta 22 nomine Rai

ROMA Manager e giornalisti esterni assunti in Rai finiscono nel mirino dell’ Anac. L’ Autorità anticorruzione, presieduta dall’ ex-pm Raffaele Cantone, accusa la concessionaria di servizio pubblico di «mancato utilizzo del job posting nello svolgimento delle procedure di assunzione », cioè l’ annuncio della posizione vacante per effettuare una ricognizione interna nelle procedure di selezione di 21 dirigenti. La verifica riguarda nove assunzioni effettuate mentre era in vigore il piano Rai anticorruzione 2015-2017 e 12 assunzioni effettuate dopo l’ entrata in vigore del piano anticorruzione 2016-2018. Di queste 21 assunzioni, dieci risultano a tempo determinato, 11 a tempo indeterminato. L’ Autorità spiega che dalle verifiche effettuate emerge il «mancato rispetto dell’ obbligo» in base al quale «le procedure di reclutamento devono essere avviate sulla base di richieste formalizzate e motivate con la specifica indicazione delle esigenze della società ». E ancora ci sono «carenze» nella «tracciabilità dei criteri di selezione e valutazione dei candidati», specificati solo con riferimento a una procedura, per la quale sul sito è stato pubblicato il job posting, e a tre per le quali è stato affidato l’ incarico a società di ‘cacciatori di teste’. Quanto alle ricognizioni interne, «carenze formali e sostanziali» sono segnalate per 11 posizioni su 12. La delibera dell’ Anac si sofferma in particolare sulla posizione di Cso – Direttore Security & Safety, per la quale ha accertato «la sussistenza di un’ ipotesi di conflitto di interessi tra la persona selezionata e quella che ha curato la selezione ». Un faro è stato acceso anche sull’ assunzione come caporedattore a tempo indeterminato di Gianluca Semprini, il giornalista che ha lasciato Sky Tg24 per approdare a Raitre con Politcs. «Noi non bocciamo alcun nome, dobbiamo solo dire se la procedura di nomina è stata rispettata oppure no», precisa Cantone. L’ Anac accoglie così in parte l’ esposto dell’ Usigrai (il sindacato dei giornalisti Rai) e dispone la trasmissione della delibera, tra gli altri, al ministero dell’ Economia e delle Finanze, in quanto ministero vigilante. Inoltre, dispone la trasmissione degli esposti ricevuti dal Codacons alla Procura generale del Lazio della Corte dei Conti. «La censura che arriva nei confronti del vertice Rai è senza precedenti – sottolinea l’ Usigrai -. La Rai prima si è dotata di procedure anticorruzione e poi le ha violate. È una situazione che mina la credibilità del servizio pubblico, sulla quale serve una urgente riflessione dell’ azionista, ovvero il ministero dell’ Economia, e della Commissione parlamentare di Vigilanza». Da Viale Mazzini, però, si obietta che la delibera dell’ Anac «rileva una sostanziale correttezza dei principi adottati, ma evidenzia problematiche specifiche per quanto riguarda modalità e procedure di reclutamento del personale dirigente». E annuncia di volersi impegnare «fin d’ ora» all’ implementazione dei suggerimenti dell’ Autorità. RIPRODUZIONE RISERVATA Il caso.
maurizio carucci

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