“Care Banca”
Le segnalazioni sono giunte da numerosi imprenditori polesani i quali si ritrovano da un giorno all’altro senza una copertura bancaria e addirittura in sofferenza ed iscritti al Sic (sistema informatico creditizio) meglio conosciuto come la lista nera dei cattivi pagatori.
Una situazione che spesso mette nei guai l’azienda malcapitata. Tutto è nato dalla bufera economica con imutui americani e il fallimento della banca Lehman Brothers che ha messo in crisi la liquidità del sistema bancario. Un sistema economico virtuale che ha saccheggiato le tasche della gente con una gestione allegra e scervellata che le banche hanno attuato, negli ultimi 10 anni, con obbligazioni e fondi privi di garanzie.
Con la scusa di verificare il rischio di esposizione dell’impresa e valutarne il rating , come prevede Basilea 2 , o al rinnovo del fido annuale , le banche chiamano i clienti e comunicano un rialzo dei tassi in passivo , in violazione dei tassi concordati nel contratto. Altra tecnica , è la chiusura del prestito con la richiesta del rientro immediato , il povero imprenditore non sempre dispone di liquidità immediata per pagare. La mancata immediata accettazione di tale proposta provoca la chiusura del conto ed il rientro immediato del fido. Non solo, se il malcapitato non riesce a ritirare tutti gli assegni, nel frattempo staccati, entro il termine prestabilito della banca, (la comunicazione giunge tramite raccomandata solitamente in data postuma alla chiusura del fido) viene perseguito anche per emissione di assegni a vuoto , con sanzioni inviate dal prefetto e altra iscrizione alla lista nera.
Inutile spiegare che l’iscrizione alla lista dei cattivi pagatori , cioè di coloro che hanno un mutuo o un fido in sofferenza , determina l’ostracismo da parte di tutti gli istituti bancari e dei fornitori che pretendono i pagamenti in contanti.
Naturalmente , l’imprenditore cerca di rientrare in qualsiasi modo pur di poter continuare a lavorare,
magari vendendo immobili di proprietà, oppure chiedendo un piano di rientro rateale alla banca ,la quale, se accetta la proposta, applica tassi non proprio agevolati, ma che si avvicinano a quelli dello strozzinaggio. Attenzione però, il piano di rientro non è immediato e l’imprenditore rimane nella lista nera, previo segnalazione, per almeno un anno dopo aver estinto il debito .
Considerando che le nostre imprese pagano già tassi passivi molto elevati rispetto ai loro colleghi europei e che sono in piena recessione, c’è il rischio che molte piccole e medie imprese siano messe in ginocchio dal vampirismo degli istituti di credito.
Evidentemente le banche , in crisi di liquidità , hanno deciso di stringere i cordoni creditizi e di non concedere più prestiti alle imprese , se non a caro prezzo. La cosa, come spiegato, sarebbe già inopportuna visti gli effetti di aggravamento della crisi, oltre che ingiustificata, in considerazione di tutti i provvedimenti presi con Ecofin e con il Governo italiano in favore delle banche , ma può diventare illegale se fatta con la procedura sopra descritta che potrebbe essere connotata come una procedura che equivale ad un vero e proprio ricatto : o paghi il rialzo dei tassi o ti chiudo il fido e mi ridai i soldi subito. Si potrebbe anche ipotizzare reati di estorsione e minaccia.
Ormai, per accedere ad un finanziamento bisogna avere un rating alto per avere un fido con un tasso d’interesse più basso , ma anche per poter continuare a godere del credito, ma le banche che garanzie danno ai loro clienti?
Insomma, il Codacons sta vagliando l’ipotesi di presentare un esposto alla Procura della Repubblica perché si accerti se esistono profili penalmente rilevanti e d’inoltrare la segnalazione al Governo e al Governatore della Banca d’Italia.
Rovigo, 18 dicembre 2008
CODACONS
responsabile Uff. Regionale Relazioni Istituzionali :
Presidente Rovigo e Bassa Padovana
Crivellari dott.ssa Maria Chiara
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