22 Maggio 2014

Cardiologia, un altro slittamento per le notifiche

Cardiologia, un altro slittamento per le notifiche

Slitta ancora il via al processo sul caso cardiologia del Policlinico che condusse all’ arresto nel novembre 2012 di nove medici: ieri mattina a comportare un nuovo rinvio, stavolta al 4 giugno, è stata una questione tecnica sollevata dalle difese durante l’ udienza preliminare: si tratta di presunte complicazioni nella citazione di alcune delle aziende del biomedicale coinvolte nell’ inchiesta. Ovvero il fatto che non possa essere lo stesso legale a difendere sia l’ azienda e sia l’ amministratore. Una circostanza che riguarda due ditte. Ieri inoltre è stata stralciata la posizione di uno degli indagati stranieri, un medico egiziano irreperibile. Alla sua posizione si collega la nuova legge sulla che prevede la notifica a mano dei documenti al diretto interessato e nel frattempo si «sospende». Per lui si riprende a ottobre con possibilità di contumacia. Come si ricorderà, sono una cinquantina gli indagati attesi davanti al gup – 14 medici e ricercatori, una ventina di amministratori di società biomedicali italiane ed estere e circa 15 aziendeall’ esito dell’ indagine «Camici sporchi» relativa ai presunti sistemi illeciti adottati secondo l’ accusa nel reparto, guidato dall’ ex primario Maria Grazia Modena. In marzo si costituiranno anche le parti civili: sono 7 gli enti che avanzeranno questa richiesta e cioè Policlinico, Ausl, Regione, associazione Amici del cuore, Codacons, Comitato etico e Conferenza territoriale sociale e sanitaria provinciale. Non faranno altrettanto l’ ospedale San Raffaele di Milano e l’ Università, che pure è legata al Policlinico (azienda ospedaliero -universitaria).

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