Cardiologia, un altro blitz dei Nas
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Sequestrate altre cartelle cliniche presso il reparto di Cardiologia del Policlinico mentre altri pazienti avrebbero subito amputazioni di arti dopo non fruttuosi interventi di angioplastica eseguiti presso il laboratorio di Emodinamica quando era diretto dal dottor Sangiorgi. I Carabinieri dei Nas, capitanati dal maresciallo Arnone, si sono presentati l’ altra mattina all’ ottavo piano per acquisire la documentazione di pazienti che potrebbero avere denunciato alcuni medici del reparto. Un reparto caduto nell’ occhio del ciclone dopo che l’ associazione Amici del cuore aveva segnalato all’ assessorato regionale alla sanità alcune presunte irregolarità nella gestione dei pazienti e di alcune sperimentazioni condotte presso il laboratorio diretto da Sangiorgi, poi sollevato dall’ incarico e indagato per lesioni. A quella segnalazione si è poi aggiunto un esposto in Procura presentato dalla sezione modenese del Codacons che a più riprese ha portato alla ribalta della cronaca storie di malati che lamentano di essere stati vittime di errori e pratiche non corrette. La stessa commissione regionale, nominata dall’ assessore Lusenti su sollecitazione degli Amici del cuore, che proprio oggi tengono a Modena il XIII Congresso nazionale Conacuore, ha poi evidenziato criticità nella gestione suscitando preoccupazioni tra i pazienti con richieste di dimissioni per la Modena e per il direttore generale del Policlinico Stefano Cencetti, accusato di non aver controllato efficacemente il reparto assicurando anzi che tutto andava bene. E proprio a ridosso dell’ avviso di garanzia a Sangiorgi, una signora bolognese di 65 anni, affetta da vasculopatia diabetica e amputata alla metà anteriore del piede dopo qualche giorno da un infruttuoso intervento di angioplastica eseguito dallo stesso Sangiorgi sei mesi prima, ha visto salvato il piede grazie all’ equipe del prof Coppi dell’ Ospedale di Baggiovara, dopo che la ferita non accennava a guarire, con rischio di amputazione totale. Sul caso di Cardiologia interviene Gian Carlo Pellacani, ex rettore e ora consigliere comunale Pdl che difende quanto e tanto di buono è stato fatto in dieci anni di attività. «Ora si vuole tirare qualcuno altro per la giacca affinchè concluda il processo mediatico (sommario) con un verdetto finale di colpevolezza. Si deve fare giustizia a tutti i costi e malgrado tutto. Di chi e per cosa non si sa, ma occorre un colpevole. Le carenze messe in luce dalla Regione, in buona sostanza formali-procedurali sono così insolite, gravi ed eccezionali per una struttura ospedaliera da richiedere lo smantellamento di un progetto d’ avanguardia, che fino a febbraio 2011 non aveva in atto contenziosi e che aveva superato la verifica di accreditamento interno (ottobre 2010)? Qualche provvedimento, anche duro, poteva essere preso da parte della direzione dell’ azienda ospedaliero-universitaria per riportare la qualità nella tenuta della documentazione, per garantire il coinvolgimento del paziente e dei suoi famigliari, per assicurare il corretto consenso informato e, anche, per rimettere a punto le procedure cliniche, ridefinendo i limiti della sperimentazione. Stroncare sull’ onda emotiva una attività, sicuramente costosa, ma mirata a contrastare una delle malattie (del sistema circolatorio) che rappresenta la più alta causa di decesso dei modenesi mi sembra affrettato e poco oculato. Cosa si pensa di ottenere separando l’ emodinamica dalla cardiologia se non un indebolimento generale?» «Guardo con rammarico a quanto tempo e impegno occorra per costruire qualcosa di meritevole (circa 10 anni per la clinica Cardiologica) e a quanto poco, ahimè, per distruggerlo (neppure 3 mesi). Qui mi rivolgo agli Amici del Cuore per chiedere loro se era questo il risultato che si attendevano, cioè depotenziare nelle prestazioni cardiologiche il nostro territorio. Non erano loro i più accesi fautori della ricerca e della sperimentazione?».
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