“Cardiologia, se avete dubbi segnalateceli”
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fonte:
- Il Resto del Carlino
DOPO le decine di segnalazioni ricevute, molte delle quali finite in Procura sotto forma di esposto, il Codacons rilancia e fa un appello: «Voglio lanciare un messaggio a tutti coloro – dice il presidente regionale dell’ associazione, Fabio Galli – che hanno avuto un rapporto con il Policlinico e vogliono essere certi che i loro diritti siano stati rispettati.
Se avete dei dubbi non esitate a venire da noi per discuterne».
In questo modo Galli vuole che vengano eliminati disagi e criticità, e che sparisca ogni ombra sul reparto, «per ripristinare l’ eccellenza».
Di casi al Codacons ne sono arrivati tanti, come quello di una donna che ha visto la madre, 65 anni, «restare invalida dopo una coronarografia».
Si tratta di un caso, però, del 2006 e quindi precedente all’ arrivo dello specialista (lavora nella struttura di via Del Pozzo da soli due anni) al quale sarebbero ‘ imputati’ il cambio di mission e alcune pratiche contestate.
Professionista che, come detto nei giorni scorsi, potrebbe essere lasciato a casa.
La direzione continuerebbe, invece, a dare fiducia alla professoressa Maria Grazia Modena (Il Codacons ha chiesto le sue dimissioni e quelle di Cencetti), a capo del dipartimento di emergenza urgenza, che difende il suo operato.
I dati in mano all’ ospedale racconterebbero una verità diversa da quella sottoposta all’ indagine della magistratura.
I decessi rientrerebbero, infatti, nelle percentuali ‘ normali’ .
Ma qui non è una questione di numeri o di singoli casi, quanto di orientamento.
La Regione su questo è stata chiara.
Servono rapporti con l’ Hesperia e l’ ospedale di Baggiovara per certe procedure.
Nella relazione si parla, infatti, della «mancanza ora di un contesto clinico e organizzativo multidisciplinare per la valutazione delle indicazioni e dell’ esecuzione di interventi complessi, extracardiaci e cardiaci».
Oltre che di molte altre criticità.
Ma ora chi deve lavorare per rimettere le cose sui giusti binari?.
Per l’ Ateneo, il ruolo di primo piano lo deve svolgere l’ azienda ospedaliera.
«Noi non sottovalutiamo affatto la relazione regionale – spiega il rettore, Aldo Tomasi -, di certo approveremo le rettifiche fatte dalla direzione».
Insomma, loro sono pronti a dire sì ma è l’ ospedale che deve elaborare il nuovo assetto.
Per fare tutto questo, aggiunge Tomasi, «bisognerà lavorare con tranquillità e coscienza.
Prima di demolire bisogna capire».
Ribadisce poi che i professionisti del reparto – finito sotto i riflettori – godono della sua fiducia.
Per quanto riguarda, invece, l’ inchiesta in Procura dice di non volerne parlare.
«Ho il massimo rispetto di una denuncia alla magistratura che sta facendo il suo corso.
Io come cittadino, prima ancora che come rettore, non voglio interagire su questo».
E non lo vuole fare nemmeno il Policlinico che da quando è scoppiato il caso ha sempre tenuto un low-profile, anche se ora, forse, anche per i professionisti più volte citati e accusati direttamente e non, è venuta l’ ora di dire la loro e di uscire allo scoperto, dati alla mani.
v.s.
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